Il dottor Matteo Bertelli è stato scelto dalla Società europea di biotecnologie quale coordinatore degli studenti del Biotech assieme al professor Tommaso Beccari Bertelli ha dunque un ruolo attivo all’interno di Ebtna. La convinzione è quella secondo cui la Società europea di biotecnologie possa, attraverso pure le attività offerte da biotecnologie-news, offrire un campo di rappresentanza rafforzato alle imprese che operano nel settore del biotech e della innovazione tecnologica in Italia.
La Società Europea di Biotecnologie EBTNA nata a Perugia per sviluppare la professione del Biotecnologo e le Biotecnologie in Italia. La Società europea di biotecnologie è uno degli enti che potrebbe muovere il futuro di questo continente nel corso dei prossimi. Il professor Tommaso Beccari è professore all’Università di Perugia, ma è anche il presidente di questa realtà in crescita del panorama politico europeo. Gli abbiamo domandato alcune informazioni utili a comprendere quale sia il raggio d’azione di EBTNA.
Che cos’è la Società europea di biotecnologie?
La Società scientifica EBTNA (The European Biotechnology Thematic Network Association) è un’organizzazione fondata nel 1996 dalla Prof. Maria Pia Viola-Magni dell’Università degli Studi di Perugia e attualmente presieduta dal prof. Munis Dundar dell’Università di Kayseri (Turchia).
Che scopo vi siete prefissi?
Lo scopo che la società nascente si prefiggeva era quello di creare un incontro di interessi tra l’industria e università nell’ambito della ricerca scientifica in biologia applicata e quindi biotecnologie. Inizialmente la società era chiamata a raccogliere università e industrie appartenenti all’Unione Europea e successivamente la partecipazione è stata ampliata anche a paesi extra-EU al fine di potenziare il network di conoscenze e collaborazioni e vedere implementate le attività della società al fine della promozione delle biotecnologie. Questo ha permesso di raccogliere intorno a un tavolo ben 51 paesi e favorire l’aumento del flusso delle conoscenze tra i vari associati. Il crescente interesse per le biotecnologie rende possibile anche l’organizzazione del congresso annuale della società, European Biotechnology Congress, nelle capitali europee dove vengono premiati i migliori prodotti biotecnologi dell’anno.
Come va in termini partecipativi?
La partecipazione a questo grande evento si è vista crescere negli anni con partecipanti provenienti da tutto il mondo e rende possibile l’interazione delle più sofisticate conoscenze biotecnologiche con le grandissime ed importanti richieste di progressi tecnologici nell’industria.
Cosa fate in concreto?
L’associazione degli interessi è un utile strumento anche per la rappresentanza delle tematiche sulle biotecnologie. Annualmente vengono depositati migliaia di brevetti e altrettante sono le pubblicazioni scientifiche, ma l’applicazione delle scoperte non sempre è possibile a causa della mancanza di normative e della regolamentazione univoca a livello europeo. Per dar voce alle scoperte biotecnologiche EBTNA raccoglie e pubblica i lavori scientifici dei propri associati nel “The Eurobiotech Journal” fondato tre anni fa. Promuovere l’informazione corretta e indirizzata verso le popolazioni e le istituzioni risulta indispensabile ed è un altro degli scopi che EBTNA sostiene.
E siete riusciti ad attecchire in Italia?
In Italia, per esempio, il processo di introduzione delle biotecnologie è stato promosso con la creazione dei corsi di laurea di primo e secondo livello, il corso di dottorato. Il percorso però non è completo perché non esiste ancora l’Ordine dei Biotecnologi e chi si laurea in biotecnologie è costretto a sostenere l’esame di stato per biologi ed iscriversi al rispettivo ordine. Un ulteriore obiettivo che viene perseguito in tal senso è la creazione di Scuole di Specialità, necessarie per l’accesso agli ambiti sanitari (Specialità in Genetica di laboratorio, Specialità in Microbiologia e Virologia, Specialità in Biochimica Clinica), che ad oggi sono assenti in molti paesi europei.
E nel Vecchio continente, invece?
In conseguenza a ciò, EBTNA si rende utile nella formazione in campo biotecnologico con l’organizzazione di corsi formativi in tutta europa con docenti della Società nella “European Biotechnology School”. La Scuola Europea di Biotecnologie si rende necessaria non solo per la formazione ma anche come luogo di ritrovo per i neolaureati biotecnologi, come invece viene fatto per biologi, medici ed altri ricercatori. Un progetto di EBTNA che viene promosso attualmente riguarda la creazione di un corso di laurea internazionale di secondo livello in Biotecnologie al quale è prevista una grande partecipazione.
Quale potenziale per le biotecnologie?
Le biotecnologie sono un campo inesplorato e hanno un grandissimo potenziale. Le scoperte scientifiche nelle biotecnologie vedono la propria applicazione nell’ambito vegetale, basti pensare ai successi delle culture agrarie o la tutela della biodiversità, così come le applicazioni in animali o settori farmaceutico, medico e industrie di vario tipo. La società scientifica si pone anche l’obiettivo di essere punto di incontro fra la ricerca universitaria e le aziende favorendo la nascita di spin-off e di un bioportfolio fra le realtà degli associati.
FONTE: https://www.biotecnologie-news.it/2020/11/03/la-societa-europea-di-biotecnologie-ebtna


