Intervista a Andrea Paolini, Direttore Generale della Fondazione Toscana Life Science

La TLS è un ente no profit che opera con risultati davvero degni d’attenzione da ormai parecchio tempo. Il Covid-19 ha costretto tutte le realtà che lavorano in campo medico-scientifico a modificare le proprie priorità. E anche questo viaggio racconta di uno sforzo massimale teso al miglioramento del quadro pandemico. Ringraziamo sin da ora il dottor Andrea Paolini per il contributo che ha voluto fornire alla nostra umile rivista, che si propone il compito di divulgare quanto meglio possibile cosa accade nel Belpaese in termini di progressione ed organizzazione scientifica.

Com’è nata la vostra realtà?

La Fondazione Toscana Life Sciences è nata nel 2005 dalla comune volontà di istituzioni, imprese e università toscane di dar vita a un polo scientifico e tecnologico nel settore delle scienze della vita. TLS è un ente no-profit che nasce non a caso a Siena, terra che vanta una lunga tradizione di ricerca scientifica del nostro territorio, la cui origine risale agli inizi del Novecento, quando Achille Sclavo, Rettore dell’Università di Siena, fondò qui l’Istituto Sieroterapico e Vaccinogeno Toscano. La Fondazione TLS si occupa di attrarre e far crescere start up innovative e progetti industriali; offrire sostegno e strumenti tecnologici a progetti di ricerca pubblici e privati; supportare le imprese nello sviluppo del business e del trasferimento tecnologico, valorizzando e gestendo progetti strategici per il sistema sanitario e per tutto il settore delle scienze della vita. Oggi, inoltre, TLS ha un’importante attività di ricerca scientifica propria, che poggia sulla presenza di innovative piattaforme tecnologiche e sulla capacità di attrarre talenti.

Andrea Paolini Direttore Generale TLS

Quando si parla di TLS si parla di fondazione di ricerca, ma anche e soprattutto di ecosistema dell’innovazione.

In questi anni TLS ha svolto il ruolo di aggregatore e facilitatore di sistema nelle scienze della vita. Attraverso il bioincubatore, Tls mette a disposizione spazi, tecnologie e servizi. Offre, inoltre, il proprio supporto in ambito industriale, scientifico e di business development a aziende, startup e gruppi di ricerca. Siamo riusciti a costruire un ecosistema dell’innovazione sempre più maturo, che oggi conta oltre 49 aziende tra incubate, affiliate e gruppi di ricerca no profit, con oltre 450 addetti complessivi. La Fondazione, inoltre, gestisce e coordina le attività del Distretto Toscano Scienze della Vita, nato nel 2011 da un’iniziativa della Regione Toscana per creare un sistema integrato delle life sciences. Su scala nazionale, poi rappresentiamo la Toscana nel Cluster Nazionale Scienze della Vita, Alisei. In questo sistema integrato un ruolo fondamentale è giocato anche dalla formazione, per questo abbiamo scelto di investire nelle competenze e nei giovani e nel 2015 è nata la Fondazione VITA – l’Istituto Tecnico Superiore (ITS) “Nuove tecnologie per la vita” che si occupa di formare figure professionali altamente specializzate in un settore strategico dell’economia regionale, come le life sciences.

Qui è possibile scaricare la brochure “TLS INNOVATING THE LIFE SCIENCES”

TLS

Un mondo veramente composito. Ci può spiegare come siete organizzati.

La Fondazione TLS ha il proprio quartier generale all’interno del campus GSK, che ospita gli uffici, la direzione generale e alcuni dei nostri laboratori. Negli anni abbiamo integrato il nostro originario incubatore con la struttura del Medicine Research Center che si trova sempre nell’area di “Torre Fiorentina” e che oggi ospita alcune delle 49 realtà di impresa e di ricerca attive nei settori: biotecnologie, farmaceutica, dispositivi medici e diagnostici, ICT applicato a salute e medicina. Guardando un po’ ai dati, solo nell’ultimo anno sono stati generati e attratti sul territorio complessivamente 58,2 milioni di euro, per un risultato complessivo di oltre 275 milioni di euro dal 2007. Performance importanti che dimostrano come TLS sia sempre più uno dei principali protagonisti dell’innovazione nell’ambito della ricerca, con una crescita anche del contributo scientifico con 21 pubblicazioni sulle principali riviste scientifiche internazionali nel 2020 (+61% rispetto al 2019), per un totale di 636 articoli scientifici dal 2007.

Qui è possibile scaricare il documento di bilancio della Fondazione TLS

Edificio MRC_TLS

Oggi la vera sfida per le realtà come TLS è riuscire a valorizzare la ricerca. Cosa fate in questo senso?

La Fondazione ha assunto un ruolo sempre più importante nella progettazione sperimentale e nella conduzione delle attività di ricerca applicata, grazie alle proprie piattaforme tecnologiche e alle competenze scientifiche. La Fondazione è attualmente host institution di importanti progetti di ricerca due dei quali finanziati dallo European Research Council (ERC), uno dal Welcome Trust e uno reso possibile grazie al finanziamento di AIRC (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro). In particolare, in seguito al diffondersi del coronavirus SARS-CoV-2, a marzo 2020 la Fondazione ha prontamente avviato un progetto di ricerca dedicato. Inoltre, TLS ha consolidato le proprie attività di ricerca e sviluppo conto terzi, per le quali è coinvolta in importanti progetti principalmente nell’ambito della proteomica. In questi anni TLS ha rafforzato la storica collaborazione nella gestione delle attività dell’Ufficio per la valorizzazione della ricerca farmaceutica e biomedica (UvaR), con Regione Toscana, per lo sviluppo delle strategie di supporto alla ricerca in ambito regionale, nazionale e internazionale. UvaR, infatti, si occupa di valutare, monitorare e valorizzare i risultati della ricerca in termini di applicabilità e trasferibilità, supportando le attività degli atenei e delle aziende ospedaliere universitarie. Solo per ricordare i dati dell’ultimo anno: 269 sono stati i progetti supportati, 61 gli incontri con università e centri di ricerca, 19 invention disclosure ricevute, 7 domande di brevetto monitorate e 12 analisi di mercato e posizionamento della tecnologia.

Ricerca TLS

Con quali realtà collaborate e su quali progetti siete impegnati?

Nel proprio ruolo di facilitatore di un ecosistema dell’innovazione, la Fondazione TLS è impegnata su progettualità nazionali e internazionali. In questo senso tra le nostre attività figurano anche le principali azioni tese a coordinare, pianificare e implementare interventi di policy su scala sovranazionale, attraverso la partecipazione a progetti europei e internazionali come CSA (Coordination and Support Actions), RIA (Research and Innovation Action) ed ERA-NET (European Research Area). Uno di questi è il progetto Regions4PerMed, coordinato da TLS, che vede la partecipazione di sei partner di quattro Paesi europei e si propone di favorire il coordinamento delle politiche regionali e i programmi di innovazione. Sempre nell’ambito della medicina di precisione, TLS ha contribuito alla nascita del Centro Regionale per la Medicina di Precisione e collabora al progetto SINO Eu PerMEd, che coinvolge 6 partner tra Europa (Italia, Danimarca, Germania e Irlanda) e Cina. Tra le principali sinergie ricordo anche l’accordo con AREA Science Park, finalizzato all’ottimizzazione delle infrastrutture di ricerca, al trasferimento tecnologico, alla promozione della crescita della competitività e allo sviluppo di reti di eccellenza nazionale e internazionale, nei settori della ricerca e sviluppo anche nel settore della genomica e dell’epigenomica.

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Come state intervenendo contro la pandemia?

La Fondazione TLS ha scelto di giocare un ruolo attivo sul fronte dell’impegno nella lotta all’infezione da coronavirus SARS-CoV-2. Da marzo 2020, i ricercatori e le ricercatrici del MAD (Monoclonal Antibody Discovery) Lab di Fondazione Toscana Life Sciences (TLS), coordinato dal professor Rino Rappuoli, sono impegnati in un progetto di ricerca per lo sviluppo di anticorpi monoclonali umani in risposta all’infezione da SARS-CoV-2 (nuovo Coronavirus), con l’intento di sviluppare una terapia specifica. Un progetto reso possibile soprattutto grazie a una già solida rete di competenze scientifiche, di relazioni e partnership, e grazie al fatto che in questi anni Tls ha scelto di investire in tecnologie, progetti innovativi e attrazione di talenti. L’approccio scientifico si basa sull’individuazione di anticorpi monoclonali a partire dal sangue delle persone guarite, che è stato messo a disposizione di TLS dall’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzero Spallanzani e dall‘azienda Ospedaliero-Universitaria Senese. Dal sangue dei guariti da COVID19 sono state isolate oltre 4.000 cellule B, dal cui processo di analisi, selezione e sperimentazione sono stati prodotti circa 450 anticorpi monoclonali. Anticorpi che poi sono stati clonati e ingegnerizzati in laboratorio, per saggiarne l’abilità nel contrasto verso il coronavirus SARS-CoV-2. Un lavoro che il team del MAD Lab ha portato avanti senza sosta, per arrivare a individuare un unico anticorpo monoclonale: il MAD0004J08. Quello dimostratosi (nei test in vivo e in vitro) come il più potente nel neutralizzare il virus. Successivamente J08, uscito dal laboratorio di TLS, è stato prodotto in GMP e ha iniziato le fasi di test clinici per verificarne il grado di sicurezza ed efficacia nell’impiego come terapia sull’uomo. Una sfida che contiamo di vincere tutti insieme, per proteggere, anche in futuro, le nostre comunità.

A proposito di futuro come vi vedete tra dieci anni?

Da qui a 10 anni TLS, forte del proprio ruolo di aggregatore di sistema, dovrà essere sempre più capace di avvicinare competenze e ambiti diversi. L’obiettivo sarà quello di integrare filiere complesse, facilitando il dialogo e l’incontro tra soggetti pubblici e privati, valorizzando la ricerca scientifica e la formazione nel campo delle scienze della vita. Nel futuro della Fondazione vedo il rafforzamento della propria rete di relazioni e collaborazioni, sia a livello di ricerca che negli ambiti clinici e industriali, in modo da essere sempre di più il perno di congiunzione tra pubblico e privato. Come ci ha insegnato l’emergenza pandemica e in questo Tls è stata antesignana fin dalla sua nascita: per vincere le nuove sfide di salute, dobbiamo farci trovare pronti. Essere capaci di allineare competenze per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro nel campo life sciences. Sviluppare know-how e lavorare su progetti di formazione e sviluppo integrati con le imprese, in modo da valorizzare la ricerca anche da punto di vista dello sviluppo industriale. Un modello che la Fondazione è riuscita a mettere in campo attraverso il progetto dedicato allo sviluppo di anticorpi monoclonali come terapia contro il Covid19. Un esempio pratico di come, attraverso la rete di relazioni e competenze di TLS, il frutto della ricerca scientifica è stato portato dal laboratorio allo sviluppo industriale, fino alla clinica.

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