La stima per il professionista e un’amicizia nata raccontando insieme difficili fatti di cronaca.

Ci sono persone che conosciamo prima attraverso il loro lavoro e che, con il tempo, impariamo ad apprezzare soprattutto per ciò che sono.
Per me l’avvocato Nicodemo Gentile è una di queste.
Il suo volto è conosciuto dal grande pubblico per la presenza in televisione e per il suo impegno in tanti difficili casi di cronaca: femminicidi, violenza sulle donne, persone scomparse, famiglie sospese per anni nell’attesa di una verità.
Anch’io l’ho incontrato attraverso il mio lavoro giornalistico.
Nel corso degli anni abbiamo affrontato insieme, in diverse interviste, molte declinazioni della violenza e il dramma delle persone che scompaiono nel nulla, cercando sempre di andare oltre il fatto di cronaca per arrivare alle persone, alle loro ferite, alle famiglie che restano.
Ed è proprio lì che ho conosciuto Nicodemo oltre l’avvocato.
Dietro il professionista preparato e determinato ho trovato un uomo capace di ascoltare, di comprendere il dolore degli altri e di avvicinarsi alle fragilità con una sensibilità che nessun curriculum può raccontare fino in fondo.
Gentile di cognome e gentile nell’animo.
Forse è questa la cosa che più mi ha colpito di lui.
La televisione ci restituisce il professionista impegnato nei grandi casi di cronaca.
Conoscerlo personalmente mi ha permesso di scoprire che quell’umanità che traspare davanti alle telecamere non è costruita: appartiene realmente alla persona.
E quando un incontro nato per lavoro riesce a superare ruoli, interviste e professioni per diventare un rapporto autentico, credo sia un piccolo dono della vita.
@Nadia – Pensieri



