Ci sono persone che si ammirano da lontano e che, quando finalmente si incontrano, confermano tutto ciò che avevamo immaginato.

Il teatro ha un privilegio che il pubblico non vede.

Dietro le quinte, lontano dai riflettori, gli artisti smettono per un momento di essere personaggi e tornano semplicemente persone.

È lì che ho avuto la fortuna di incontrare Aldo Cazzullo, arrivato a Trento con il suo intenso spettacolo Francesco.

Da anni seguo il suo lavoro di giornalista e scrittore.

Ho sempre apprezzato il rigore con cui racconta la storia, la capacità di leggere il presente attraverso il passato e quel modo di usare le parole con misura, senza mai rinunciare alla profondità.

Incontrarlo è stato come ritrovare, nella realtà, la stessa autenticità che emerge dai suoi libri e dai suoi interventi pubblici.

Pochi minuti di conversazione sono bastati per cogliere la disponibilità, la gentilezza e l’umanità di una persona che, pur avendo raggiunto importanti traguardi professionali, conserva una semplicità rara.

Ogni volta che il mio lavoro mi regala incontri come questo, mi ricordo quanto sia prezioso il mondo che esiste dietro il sipario.

È un luogo fatto di attese, di emozioni, di strette di mano sincere e di dialoghi che durano pochi minuti, ma lasciano ricordi destinati a rimanere.

Questa fotografia non racconta soltanto l’incontro con un grande giornalista.

Racconta la gratitudine per un lavoro che, da oltre trentacinque anni, continua a regalarmi il privilegio di conoscere persone che, con il loro talento e la loro passione, arricchiscono il mio cammino umano prima ancora che professionale.

@Nadia – Pensieri