Ci sono notizie che non si vorrebbero mai scrivere…

Ci ha lasciati Mattia Maestri, il bambino trentino che nel 2017, a soli quattro anni, era rimasto in stato vegetativo a causa di una gravissima infezione da Escherichia coli, contratta dopo il consumo di un formaggio a latte crudo contaminato.
Ad annunciarlo è stato il padre, Giovanni Battista Maestri, con parole di immenso dolore e di sincera gratitudine verso tutti coloro che, in questi anni, sono rimasti vicini alla sua famiglia.
Nel 2024 ho avuto il privilegio di intervistare Giovanni Battista Maestri per la mia rubrica “Parliamone”. Quella conversazione non fu soltanto il racconto di una tragedia che ha profondamente segnato una famiglia, ma un accorato appello alla prevenzione e al diritto dei genitori di essere correttamente informati sui possibili rischi legati al consumo di prodotti a latte crudo nei bambini.
Da quel terribile giorno, il papà di Mattia ha trasformato il proprio dolore in un impegno concreto, portando avanti una battaglia civile per chiedere un’etichettatura più chiara, una maggiore informazione e misure di tutela affinché nessun’altra famiglia debba vivere ciò che è accaduto al suo bambino.
Oggi il pensiero va innanzitutto a Mattia, alla sua mamma e al suo papà.
In questi nove anni hanno affrontato una prova che va oltre ogni immaginazione, dimostrando una forza, una dignità e un amore che meritano il rispetto di tutti.
La speranza è che la storia di Mattia non venga dimenticata e continui a sensibilizzare istituzioni, operatori e famiglie sull’importanza della prevenzione e dell’informazione.
Perché, se anche un solo bambino potrà essere protetto grazie alla consapevolezza nata dalla loro testimonianza, il sorriso di Mattia continuerà a vivere nel gesto più bello che esista: salvare altre vite.
Nadia Clementi – n.clementi@ladigetto.it
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