05/11/2019

Convegno multidisciplinare a cura dell’Associazione di volontariato «Pesce di Pace» dall’Ordine dei giornalisti Trentino Alto Adige e dall’Ordine Avvocati di Trento

Lunedì 11 novembre dalle ore 9 alle ore 13.30 presso il Teatro San Marco si terrà il convegno multidisciplinare «Progetto Aziz. Mai Più Qui. La Forza di Ricominciare» promosso dall’Associazione di volontariato Venezia: Pesce di Pace, l’Ordine dei Giornalisti Trentino Alto Adige/Sudtirol e l’Ordine degli Avvocati di Trento. Saranno presenti studenti del liceo Rosmini.
L’evento è dedicato all’indimenticabile padre Fabrizio Forti, frate cappuccino che fu cappellano nel carcere di Spini di Gardolo.


Padre Fabrizio Forti

Durante il convegno, giornalisti e avvocati affronteranno la tematica «carcere» quale luogo di rieducazione per il riscatto sociale: dall’emarginazione alla dignità e all’integrazione passando attraverso il mondo del volontariato e della scuola.
La storia di «AZIZ», bella e commovente, verrà affrontata dal punto di vista giornalistico, giuridico, diplomatico, spirituale, culturale.
Per saperne di più abbiamo posto qualche domanda a Nadia De Lazzari autrice del progetto AZIZ e responsabile dell’Associazione «Venezia: Pesce di Pace».

Al convegno interverranno il direttore del Carcere Anna Rita Nuzzaci, il console generale del Regno del Marocco Amina Selmane e Aziz farà una testimonianza. Chi altri?
«Il giornalista Alberto Folgheraiter e l’avvocato Andrea De Bertolini.»

Quali saranno i loro argomenti?
«Folgheraiter si soffermerà sull’incontro in carcere con Aziz, un uomo del Marocco arrivato in Italia dalla Spagna che non trovando il lavoro sperato si è lasciato arruolare tra i venditori di fumo, un tanto al grammo. De Bertolini invece argomenterà sulla pena in carcere e sulla dignità della persona detenuta.»

Porranno una riflessione anche l’Arcivescovo di Trento Lauro Tisi, l’Imam della Comunità religiosa islamica italiana AbdAllah Mikail Mocci e il Rabbino Capo della Comunità ebraica di Verona e di Vicenza Yosef R. Labi. Perché loro?
«Perché le tre autorevoli voci, insieme per la prima volta, rappresentano le tre grandi religioni monoteiste.
«Dentro il carcere si trovano una chiesa e una moschea e tra i libri sacri circolano la Bibbia, la Torah, il Corano.
«Infine il Centro educazione ebraica del Nord Italia ha contribuito alla miglior realizzazione del Convegno.»

Quale collegamento tra l’Arcivescovo, il Rabbino, l’Imam?
«Il loro dialogo interreligioso è base per una prospettiva di coesione sociale e di pace importante soprattutto in questa fase storica segnata da diffidenze e ostilità.»

Come nasce il Progetto Aziz?
«Dalla storia straordinaria e commovente del detenuto analfabeta che non parlava italiano e che in carcere ha conseguito il diploma di terza media.
«Gli ho proposto di scrivere un libro con brevi racconti della sua vita, l’infanzia, i genitori, lo sbaglio, il carcere, il dono del Re, il perdono.
«Mai più qui. La forza di ricominciare è stato stampato in 1.000 copie autofinanziate da Aziz con i risparmi della sua paga dell’Amministrazione penitenziaria, illustrato da giovani artisti di Belle Arti di Venezia e da studenti e docenti di Tunisi.»

Prima del libro come è stato coinvolto Aziz?
«In carcere, Aziz, si sentiva perduto. Agli educatori, a Venezia dov’era detenuto prima di Trento, ha chiesto di essere inserito nel progetto internazionale Disegni a più mani da me ideato.
«Autorizzata dall’Amministrazione penitenziaria lo incontravo ogni giorno; piano piano ha preso a cuore l’iniziativa educativa internazionale e ha iniziato a tradurre i messaggi di fraternità dei bambini in varie lingue, arabo, italiano, francese, spagnolo.
«Dai piccoli alunni che gli hanno fatto scoprire un mondo di colori, bellezza, cultura, opposto al suo fatto di emarginazione, droga, violenza è derivata la forza per cambiare la sua vita.
«Anche dall’incontro con un fratello cristiano, il frate cappuccino Fabrizio (i detenuti chiamavano padre Furbizio) che quotidianamente dava speranza a quel credente musulmano.»

E lei Nadia De Lazzari, autrice del Progetto Aziz e presidente dell’associazione Venezia: Pesce di Pace, che cosa racconterà?
«Le varie fasi dell’iniziativa educativa/formativa: dal primo incontro con Aziz, agosto 2015, alla sua partecipazione al progetto internazionale Disegni a più mani, Venezia, Trento, Trieste, Tunisi, Rabat che nel tempo ha ricevuto il plauso di quattro presidenti della Repubblica Italiana e le benedizioni di Papa Francesco e, nella scorsa primavera, la medaglia di rappresentanza del Presidente Sergio Mattarella.»

Nadia Clementi – n.clementi@ladigetto.it
www.pescedipace.org

L’Evento è orientato dall’Agenda 2030 Onu, obiettivi di Sviluppo Sostenibile 4 (istruzione di qualità) e 16 (pace, giustizia e istituzioni forti).


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