11/03/2012
Purtroppo nella società di oggi le separazioni sono in continuo aumento, lo evidenziano le ultime statistiche diffuse dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
I figli sono i protagonisti assoluti di tali eventi, vivono con modalità destabilizzante la separazione, che genera angoscia, paura e sofferenza all’interno della vita psichica e relazionale dei bambini.
Kevin ha 10 anni, è figlio di una copia separata e da un anno è diventato un bambino «in affido condiviso», trascorre metà tempo con la madre e l’ altra metà con il padre.
Kevin deve accettare una nuova realtà fatta di scelte imposte dai grandi. È un bambino disorientato e smarrito, non è in grado di capire cosa gli sta succedendo.
Improvvisamente è come se il mondo gli fosse caduto addosso, il dolore è enorme e fatica a comprendere perché i genitori abbiano deciso di amarlo in modo diverso.
«Mamma e papà saranno sempre gli stessi e ti vorranno bene nello stesso modo, non cambierà nulla!»
Oggi però abita in due case diverse, ha due camerette dove giocare. E a scadenze precise da rispettare, deve spostarsi da un luogo all’altro, deve adattarsi a un nuovo modo di crescere.
Kevin è un bambino diviso a metà, ha perso le sue certezze, ama i suoi genitori nello stesso modo, sta bene con l’uno e con l’altro, ma vorrebbe che tutto fosse come prima, quando andavano tutti assieme in pizzeria o al mare.
«Mamma e papà hanno deciso il loro futuro come se il mio futuro non esistesse. Non hanno pensato ai miei sentimenti e forse non sono neppure capaci di ascoltare i loro.»
Ogni giovedì mi trasferisco da papà fino al sabato sera, mentre gli altri giorni sto con la mamma. Le domeniche e le vacanze invece sono divise a metà.
Quando mamma e papà sono impegnati, devo andare a casa dei nonni, oppure devo trascorrere la giornata con una baby sitter.
Tante volte non trovo più i quaderni e i libri di scuola perché non ricordo in quale casa li ho lasciati.
«All’inizio non ho detto niente ai miei compagni di questi spostamenti perché mi vergognavo di avere una famiglia diversa.»
Ma quando papà viene a prendermi a scuola con la sua automobile nuova, e vedo tutti i miei amici fermarsi a guardarla, allora mi sento felice e penso a lui con orgoglio.
Mi diverte stare da solo con papà, ma quando con noi c’è anche la sua amica, allora divento triste e penso alla mamma.
La mamma invece da quando papà se ne è andato di casa è sempre nervosa.
Guida la stessa vecchia auto, non ha più tanta cura di sé. Tante volte si nasconde per piangere, ma poi mi abbraccia ricordandomi che la felicità è fatta di piccoli momenti.
E la sera, prima di addormentarmi, diciamo assieme le preghiere, chiedendo a Gesù che ci aiuti a superare le difficoltà di ogni giorno.
Ogni volta che cambio casa, sento subito la mancanza dell’altro genitore, anche se loro fanno a gara per farmi sentire a mio agio.
Le mie camerette abbondano di giocattoli nuovi, dovrebbero saziare il senso di vuoto. Ma tutto è cosi artificiale…
Ogni volta mi chiedono se sto bene e io rispondo di sì per non scontentarli, anche se vorrei rispondere che sono stanco di essere un bambino a metà.
Mi piacerebbe che loro capissero che l’unica cosa che vorrei veramente è un’unica casa con dentro i affetti veri.
Cari mamma e papà, percepisco le vostre angosce della separazione. Ma voi dovete prima di tutto capire le mie di paure, ricordarvi che avete generato un figlio, siete diventati dei genitori.
Assumetevi delle responsabilità fatte prima di tutto di amore, di attenzione e di continua presenza. Genitori per tutta la vita.
L’affido condiviso, quando è divenuto legge, pareva una giusta soluzione, visto che in precedenza il figlio in causa di separazione veniva affidato alla madre.
Ora il padre è riuscito a far valere i suoi diritti.
E il bambino? Chi lo ha ascoltato? Nessun giudice o magistrato o genitore ha chiesto, se non in casi particolari, un parere del minore, eppure è un soggetto capace di intendere e di volere.
Pertanto un individuo che sa scegliere dove e come diventare grande.
Non esiste una sorta di «preparazione alla separazione». I coniugi infatti mettono in discussione tutto, spesso senza tregua, rivisitando all’insegna del dolore e della rabbia loro stessi, il legame, il loro passato e soprattutto la genitorialità, che diviene il campo di battaglia per legali, mantenimenti e manipolazioni affettive.
Con la separazione dei coniugi, diventa arduo condividere serenamente le scelte sulla vita dei figli.
La questione non è soltanto umana ma vi è anche un lato giuridico dell’affido dei figli.
Nadia Clementi


