Festival dell’Economia di Trento 2014: una fotografia e il ricordo di un uomo che ha lasciato un segno nella storia dell’industria italiana.

Ci sono fotografie che con il passare degli anni acquistano un valore diverso. Non perché cambino i colori o i volti, ma perché cambia ciò che sappiamo delle persone che abbiamo avuto la fortuna di incontrare.
Questa fotografia risale al Festival dell’Economia di Trento del 2014. Accanto a me c’è Sergio Marchionne.
Allora era l’uomo che aveva preso una Fiat in profonda difficoltà e l’aveva condotta verso una nuova dimensione internazionale, fino alla nascita di Fiat Chrysler Automobiles.
Un manager capace di compiere scelte coraggiose, talvolta discusse, ma certamente destinate a lasciare un segno nella storia dell’industria italiana.
Ma davanti a me, quel giorno a Trento, non c’erano i numeri, i bilanci o le grandi strategie industriali.
C’era un uomo.
Un uomo dall’intelligenza veloce, dallo stile inconfondibile, capace di parlare senza troppi giri di parole. E poi quel celebre maglione nero, diventato quasi la sua divisa: semplice, essenziale, lontano dall’immagine tradizionale del grande manager.
Ricordo soprattutto l’emozione di quel momento.
Il Festival dell’Economia è da sempre un luogo di incontri con economisti, imprenditori, politici, studiosi e protagonisti della vita pubblica.
Eppure alcune persone, anche nel breve spazio di una fotografia e di poche parole, riescono a lasciare una traccia particolare.
Marchionne era una di queste.
La sua storia professionale è stata fatta di decisioni difficili e spesso controcorrente.
Come accade alle personalità che incidono profondamente sul proprio tempo, ha suscitato consensi e critiche.
Ma resta indiscutibile la determinazione con cui affrontò una delle più complesse sfide industriali italiane, portando Fiat a confrontarsi nuovamente con il mondo.
Forse è proprio questo che oggi mi colpisce guardando questa fotografia.
La grandezza di certi incontri la comprendiamo davvero soltanto dopo.
Nel momento in cui li viviamo sembrano una stretta di mano, qualche parola, una fotografia scattata quasi per caso. Poi passano gli anni e quell’immagine cambia significato. Diventa memoria.
Sergio Marchionne se ne andò il 25 luglio 2018, troppo presto, a soli 66 anni.
Con Trento aveva costruito negli anni un rapporto particolare attraverso le sue partecipazioni al Festival dell’Economia e, nel 2017, l’Università di Trento gli conferì la laurea honoris causa in Ingegneria industriale.
Oggi, riguardando quel momento del 2014, resta soprattutto la gratitudine.
La gratitudine di avere incrociato, anche solo per pochi istanti, il cammino di una personalità che ha segnato un pezzo importante della storia economica e industriale del nostro Paese.
E resta questa fotografia.
Io accanto a lui, il suo immancabile maglione nero, e alle nostre spalle una sala gremita.
Un istante semplice, diventato nel tempo un ricordo prezioso.
Un momento fermato quasi per caso che, tanti anni dopo, è diventato un bellissimo ricordo che conservo nel cuore.
Perché dietro il manager, dietro le scelte, i numeri e le polemiche, resta l’uomo.
E qualche volta basta una fotografia per farlo tornare, per un istante, nella nostra memoria.
Sergio Marchionne, l’uomo oltre il maglione nero.
@Nadia – Pensieri



