Verla di Giovo celebra la 68ª Festa dell’Uva: tradizione, creatività e spirito di comunità. La classifica dei carri allegorici – L’album di fotografie.

La Valle di Cembra ha indossato ancora una volta il suo abito più festoso per accogliere la 68ª Festa dell’Uva di Verla di Giovo, andata in scena dal 26 al 28 settembre 2025. Una manifestazione che, anno dopo anno, si conferma come uno degli appuntamenti più amati e partecipati del Trentino, capace di intrecciare cultura, enogastronomia e tradizione in un’esperienza unica.
La sfilata dei carri: il cuore della festa
Il momento clou non poteva che essere la grande sfilata dei carri allegorici della domenica pomeriggio, capace di richiamare un pubblico molto numeroso. Sei imponenti creazioni, frutto di mesi di lavoro e di una passione contagiosa, hanno trasformato le vie di Verla in un teatro a cielo aperto, tra colori, musica e suggestioni ispirate alla vendemmia e al mondo della viticoltura. Cartapesta, legno, pitture, costumi, acconciature e coreografie si sono fusi in uno spettacolo di forte impatto visivo ed emotivo, restituendo al pubblico non semplici carri, ma vere e proprie opere d’arte popolari, capaci di raccontare con fantasia e poesia la storia di un territorio.
Giovani e volontari: il cuore della comunità
Dietro questo straordinario spettacolo c’è l’impegno instancabile di quasi 250 giovani e di centinaia di volontari, coordinati con passione dalla Pro Loco di Giovo. Un lavoro silenzioso e corale che, per mesi, ha unito generazioni diverse in nome della collaborazione e della tradizione. Il contributo dei più giovani è emerso in modo particolare: entusiasmo, inventiva e freschezza hanno dato nuova linfa a un rito che dura da quasi settant’anni, dimostrando come la tradizione possa rinnovarsi senza perdere autenticità.
Una sfida che celebra la cultura locale
La giuria, composta da autorità e ospiti speciali, ha premiato il carro vincitore, ribadendo che la sfilata non è soltanto una competizione, ma un vero e proprio tributo artistico e culturale.
La classifica dei carri allegorici 2025
1° classificato – Carro 5, Gruppo Mistón “Oltre lo schermo; il battito della vite” – Contrasto tra mondo digitale e vita autentica, con il passaggio di memoria e saggezza tra un giovane e un anziano.
2° classificato – Carro 6, Gruppo En Te Na Presa “Dove matura il cambiamento” – Parallelo tra la vinificazione e la lotta delle donne per il diritto di voto, in occasione dell’80° anniversario. Un omaggio a figure femminili che hanno trasformato la società.
3° classificato – Carro 3, Gruppo Stravazadi “Il ritmo della vitae” – Riflessione poetica sui cicli della natura, invitando a cogliere l’attimo e dare sempre il massimo.
4° classificato – Carro 1, Gruppo Stameàrent “Willy Boza e la fabbrica del vino” – Storia fantastica di una cantina magica che premia i visitatori più meritevoli con etichette d’oro nascoste nelle bottiglie di succo d’uva.
5° classificato – Carro 2, Gruppo Palù “Le volpi e l’uva” – Rilettura della favola con un finale positivo di collaborazione: tanti piccoli animali che, insieme, riescono a raggiungere l’uva.
6° classificato – Carro 4, Gruppo Cavezare “Il tesoro di Hazzard” – Avventura trentina in cui la Generale Lee protegge le damigiane di grappa cembrana da ladri e malintenzionati, tra tradizione e velocità.
Un patrimonio di storie e creatività
Ogni carro, con la sua simbologia e la sua allegoria, ha espresso al meglio i valori della Festa dell’Uva: creatività, memoria, spirito comunitario e amore per la tradizione. Un patrimonio culturale che rende la Valle di Cembra un esempio luminoso di come la storia di un territorio possa continuare a vivere attraverso la fantasia e l’impegno condiviso.
Oltre la sfilata: un weekend per tutti
La Festa dell’Uva non si limita alla parata. Durante il weekend, stand enogastronomici, spettacoli musicali, laboratori per bambini e attività sportive hanno animato il paese, regalando momenti di incontro e divertimento per tutte le età. A fare da cornice, lo scenario unico della Valle di Cembra, con i suoi celebri terrazzamenti vitati: un mosaico di vigneti costruito con pazienza nei secoli, oggi riconosciuto a livello internazionale come esempio di viticoltura eroica.
Un atto d’amore verso il territorio
La 68ª Festa dell’Uva ha confermato ancora una volta il suo valore: non soltanto un evento folkloristico, ma un vero atto d’amore verso la terra e le radici della comunità. Una celebrazione che resiste e si rinnova, trasmettendo alle nuove generazioni un patrimonio prezioso fatto di memoria, dedizione e senso di appartenenza.
Nadia Clementi – n.clementi@ladigetto.it


































Terrazzi di Verla.



