Dal Liceo Antonio Rosmini di Trento un progetto che unisce scuola e carcere: quando l’arte diventa esperienza – Ne parliamo con l’ideatrice Michela Pedron


Dal Liceo Antonio Rosmini di Trento nasce Animals, un progetto che supera i confini della didattica tradizionale e si traduce in un’esperienza viva, condivisa e profondamente umana.

In un tempo in cui la scuola è chiamata a coniugare sapere teorico e competenze pratiche, iniziative come questa dimostrano come sia possibile costruire percorsi educativi capaci di lasciare un segno autentico. Animals non è soltanto un progetto artistico, ma un esempio concreto di come la scuola possa diventare luogo di incontro tra creatività, formazione e inclusione sociale. Non un semplice laboratorio, dunque, ma un percorso che intreccia arte e manualità, coinvolgendo studenti provenienti da contesti diversi: dal corso diurno del liceo fino alla realtà, spesso poco visibile, della scuola in carcere della Casa Circondariale di Spini di Trento. Mondi apparentemente distanti che, attraverso il linguaggio universale dell’arte, trovano uno spazio comune di espressione, dialogo e crescita.


Il progetto, ideato e condotto dalla classe 5UE del Liceo delle Scienze Umane insieme alla sezione femminile e a due sezioni maschili comuni e protetti della scuola in carcere, si sviluppa attraverso un lavoro progressivo fatto di disegno, sperimentazione e ricerca visiva. Le attività prendono avvio da esercizi creativi e immediati, come la realizzazione dell’animale in 10 secondi o ad occhi chiusi, per poi passare a una fase di sintesi e semplificazione delle forme.
Gli elaborati vengono raccolti in una cartelletta personale, costruendo così un vero e proprio portfolio che documenta il percorso individuale di ciascuno studente.
Il lavoro approda infine alla dimensione concreta della manualità: la progettazione e realizzazione di pupazzi in panno lenci, ideati e cuciti a mano.
Un processo che richiede attenzione, pazienza e capacità di trasformare un’idea in forma, restituendo valore al gesto e al tempo in un’epoca dominata dalla velocità e dal digitale.


Particolarmente significativa è stata la risposta degli studenti, coinvolti con entusiasmo anche in attività nuove come il cucito: sorprendente per molti la scoperta di abilità mai sperimentate prima, accompagnata dalla soddisfazione e dalla gioia nel vedere i propri elaborati prendere forma. A rendere ancora più significativo il progetto è la sua dimensione solidale. I pupazzi sono stati presentati in occasione del Mercatino dei Gaudenti dello scorso 14 marzo e saranno nuovamente proposti sabato 11 aprile, oltre che durante le udienze generali presso il liceo in via Malfatti.
Il ricavato sarà destinato al fondo per i materiali dei progetti artistici nella scuola in carcere del prossimo anno scolastico, creando così un circolo virtuoso tra creatività, responsabilità e continuità educativa.


Ideatrice dell’iniziativa è Michela Pedron, artista che si occupa principalmente di pittura e installazioni e docente di Storia dell’Arte al Liceo Rosmini da molti anni.
Dopo un primo periodo di insegnamento come precaria, ha scelto di stabilire proprio qui la sua sede definitiva, riconoscendo nell’istituto una realtà unica per struttura e offerta formativa: accanto al corso diurno, infatti, il liceo comprende il serale, il centro EDA (educazione degli adulti) e la scuola in carcere con il percorso LES, che accompagna gli studenti detenuti fino al conseguimento del diploma.
Ogni anno la docente propone progetti per avvicinare gli studenti alla pratica artistica, affiancando allo studio teorico un’esperienza diretta, concreta e coinvolgente.
Con lei abbiamo approfondito il significato e le prospettive di questa iniziativa.

  

Prof.ssa Pedron, da dove nasce l’idea del progetto «Animals» e quale percorso didattico ha voluto costruire?
«Ogni anno penso e cerco di proporre un laboratorio che stimoli la creatività e la manualità dei miei studenti. Per esempio, lo scorso anno ho elaborato un percorso sull’autoritratto, che ho proposto sia dentro che fuori dal carcere e che si è concluso con una mostra nel nostro liceo.
«L’idea del progetto Animals è nata proprio dall’esigenza di proporre un’attività laboratoriale all’interno della scuola in carcere. Ho pensato fin da subito di mettere in dialogo gli studenti del diurno con quelli del carcere, costruendo un percorso comune, seppur con tempistiche differenti.
«Un’esperienza che è stata accolta con grande entusiasmo dagli studenti, coinvolti non solo nel lavoro creativo, ma anche nella condivisione di un progetto che li ha messi in relazione, facendoli sentire parte di qualcosa di significativo.»



Il progetto coinvolge anche la realtà della scuola in carcere: quale valore educativo e umano ha avuto questa esperienza per gli studenti?

«Credo sia di fondamentale importanza, all’interno del contesto carcere, la scuola. In questi anni ho potuto vedere l’impegno dei miei studenti, la loro voglia di imparare, forse in modo differente proprio perché si tratta di adulti e perché si trovano in un contesto particolare.
«Per quanto riguarda progetti come questo, più pratici, mi dà sempre molta soddisfazione vedere come persone che hanno dei preconcetti sulle proprie capacità artistiche riescano, con più o meno titubanza, a mettersi in gioco. Lo si vede quando disegnano o dipingono, magari dopo moltissimi anni, spesso dai tempi in cui erano ragazzi e si sorprendono nel far emergere emozioni che credevano dimenticate.
«Per la prima volta ho proposto la creazione di oggetti tridimensionali: questo ha voluto dire poterli tenere tra le mani, dare forma concreta a un’idea. Alcuni non avevano mai cucito in vita loro e, quando ho presentato la mia idea, mi hanno detto che non ne sarebbero mai stati capaci.
«Quando hanno terminato il loro primo elaborato, avevano una luce negli occhi indescrivibile: la soddisfazione, lo stupore, il ricredere in se stessi. Ed è proprio in questo che il mio lavoro mi dà tante soddisfazioni.»

Uno sguardo che resta: Animals dimostra che la scuola può ancora fare la differenza.

Nadia Clementi  n.clementi@ladigetto.it 

 

 

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