Trentacinque anni dietro il sipario, là dove la cultura incontra le persone.

Per oltre trentacinque anni il teatro non è stato soltanto il mio luogo di lavoro. È stato una casa. Un luogo dell’anima.

Tra i suoi corridoi ho visto scorrere il tempo, cambiare le persone, trasformarsi gli spettacoli e, quasi senza accorgermene, crescere anch’io.

Nel corso degli anni ho ricoperto incarichi diversi.

Negli ultimi dieci ho avuto il privilegio di occuparmi della gestione e della prenotazione dei teatri del Centro Servizi Culturali S. Chiara, contribuendo all’organizzazione di centinaia di spettacoli e di grandi eventi come il Festival dell’Economia e il Festival dello Sport.

Ogni appuntamento era una nuova storia pronta a incontrare il suo pubblico.

Mentre la platea si riempiva e il brusio lasciava spazio al silenzio dell’attesa, io osservavo tutto da dietro il sipario.

Ho visto accendersi migliaia di luci, passare artisti, musicisti, attori, danzatori, studiosi, rappresentanti delle istituzioni, protagonisti della vita politica e della cultura internazionale.

Volti, lingue, storie ed emozioni differenti.

Eppure ogni volta accadeva lo stesso piccolo miracolo: la cultura riusciva a far dialogare le persone.

Solo con il passare degli anni ho compreso quanto sono stata fortunata a vivere tutto questo.

Non tutti hanno la possibilità di trascorrere la propria vita professionale circondati dalla bellezza, dalle idee e dalla creatività.

Il teatro mi ha insegnato che gli applausi sono soltanto l’ultima nota di un lungo spartito. Prima c’è il lavoro silenzioso di tante persone che preparano ogni dettaglio, perché quella magia possa prendere vita.

Se oggi guardo indietro, non conto gli anni. Conto gli incontri, i sorrisi, le attese prima che il sipario si alzasse.

E mi accorgo che il regalo più grande non è stato lavorare in un teatro, ma aver trascorso una vita al servizio della cultura, contribuendo, ogni giorno, anche dietro le quinte, a creare uno spazio in cui le persone potessero commuoversi, riflettere, incontrarsi.

Perché il sipario resta aperto solo per poche ore. Ma quando un’emozione è autentica, continua a vivere nel cuore delle persone molto più a lungo.

Per trentacinque anni ho lavorato dietro il sipario. Oggi mi accorgo che, mentre aiutavo gli altri a vivere quelle emozioni, stavo costruendo, senza saperlo, anche una parte della mia vita.

@Nadia – Pensieri