
La cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2024-2025 dell’Università di Trento, svoltasi al Teatro Sociale di Trento, ha avuto come tema centrale l’internazionalizzazione dell’Ateneo e il ruolo delle università come promotrici di conoscenza, apertura e dialogo in un contesto geopolitico sempre più complesso. Ospite d’onore della giornata è stato Enrico Letta, presidente dell’Istituto Jacques Delors e decano della School of Politics, Economics and Global Affairs della IE University di Madrid, che ha tenuto la prolusione conclusiva.
La cerimonia è stata aperta dal rettore Flavio Deflorian, che ha tracciato un bilancio dei traguardi raggiunti nel 2024, anno che segna la metà del suo mandato. Tra i risultati più significativi, Deflorian ha citato l’accordo sull’adeguamento della quota base di Ateneo, frutto della collaborazione tra ministeri e Provincia, e i progressi nel progetto di medicina, con l’istituzione della Scuola di Medicina e Chirurgia in partnership con l’Università di Verona e l’attivazione delle prime tre scuole di specialità a Trento. Inoltre, ha sottolineato il posizionamento dell’Ateneo tra le prime dieci università italiane per finanziamenti europei ottenuti nell’ambito di Horizon Europe e il nono posto per numero di Grant ERC.
Il rettore ha poi delineato le priorità future, tra cui il piano edilizio per completare opere come l’ex CTE e l’ex Manifattura Tabacchi, e la necessità di nuovi spazi per la crescita dell’Ateneo, in particolare per la nuova sede di Medicina.
Università e geopolitica: il ruolo degli atenei nel dialogo internazionale.
Deflorian ha approfondito il tema delle tensioni geopolitiche e del ruolo delle università nel promuovere integrazione e pace. «I conflitti in corso e la crisi dei processi multilaterali suscitano profonda preoccupazione, soprattutto tra i giovani», ha affermato, sottolineando come le università possano offrire un modello di rispetto e collaborazione internazionale. «La conoscenza non ha confini: è un ponte che unisce culture e persone», ha aggiunto, ribadendo l’impegno dell’Ateneo a lavorare per un futuro di cooperazione attraverso ricerca, studio e collaborazioni accademiche.
Premi per la ricerca di qualità 2024.
Durante la cerimonia sono stati consegnati i Premi del Rettore per la Ricerca di Qualità 2024 a Georgios Glouftsios, Elena Franchi e Valentina Adami, riconoscendo il loro contributo scientifico di eccellenza.
La voce degli studenti e del personale.
Gianmarco Ruvolo, rappresentante studentesco in Senato accademico, ha commentato le recenti elezioni studentesche, che hanno registrato la più alta affluenza dal 1996, segno di una comunità studentesca sempre più attiva e partecipativa. Ha inoltre evidenziato il rilancio dei programmi di mobilità internazionale, con il ripristino delle borse di studio Erasmus+.
Grazia Callovini, responsabile della Divisione Relazioni Internazionali, ha ripercorso le tappe dell’internazionalizzazione dell’Ateneo, dai primi accordi Erasmus nel 1988 alle oltre 50 collaborazioni per doppie lauree e ai numerosi progetti di ricerca con istituzioni di tutto il mondo. Ha inoltre sottolineato l’importanza dei 47 corsi di studio erogati in inglese e della presenza di 124 nazionalità diverse tra gli studenti.
Riflessioni sul futuro dell’Università.
Franco Bernabè, presidente del Consiglio di Amministrazione, alla sua prima inaugurazione di un anno accademico, ha rievocato gli anni della sua formazione universitaria, sottolineando l’importanza di un’istruzione che formi giovani abituati «alla profondità del sapere, al dubbio e al confronto». Ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di attrarre talenti internazionali e di garantire risorse finanziarie per mantenere alta la qualità della ricerca.

Enrico Letta: l’università e l’integrazione europea.
In chiusura, Enrico Letta ha tenuto un discorso focalizzato sul ruolo delle università nel processo di integrazione europea. «L’università è fondamentale per colmare il divario con Stati Uniti e Cina in termini di ricerca e innovazione», ha affermato, citando il suo rapporto “Molto più che un mercato” e la proposta della “quinta libertà” europea, quella dell’innovazione e della conoscenza. «Sono ottimista – ha concluso – perché questa proposta è stata accolta da tutti i 27 Paesi dell’UE».
La cerimonia si è conclusa con le esibizioni della Corale polifonica e Orchestra UniTrento, diretta dal professor Marco Gozzi, e con il servizio di traduzione in Lingua dei Segni Italiana (LIS). La registrazione dell’evento è disponibile sul sito dell’Università di Trento.
Trento, 26 novembre 2024 – N.C.



