Dalla Graduation Ceremony del 26 giugno 2026 alla scoperta di una delle università più prestigiose d’Europa: un viaggio tra eccellenza accademica, internazionalizzazione e valore della conoscenza.

Parigi, 26 giugno 2026.
Assistere alla Graduation Ceremony dell’École Polytechnique significa osservare da vicino una realtà che rappresenta l’eccellenza della formazione universitaria internazionale.
La cerimonia, durante la quale Andrea Pisetta ha conseguito il Master of Science and Technology nel percorso Economics, Data Analytics and Corporate Finance, è stata anche l’occasione per comprendere come università di questo livello preparino professionisti destinati a operare in un mondo sempre più globale e interconnesso.


L’evento si è svolto nella grande palestra dell’Ateneo, completamente trasformata per l’occasione in un moderno auditorium. Nonostante il caldo eccezionale che in quei giorni interessava Parigi, con temperature vicine ai 40 gradi, e l’assenza di aria condizionata, l’entusiasmo dei laureandi e delle loro famiglie ha prevalso su ogni disagio.

Il grande palco, impreziosito da maxi schermi, luci e una regia curata nei dettagli, ha fatto da cornice a una cerimonia organizzata con grande precisione. I laureandi, suddivisi per programmi di Master, erano accompagnati dai tutor e dai coordinatori dei rispettivi corsi.

Uno dopo l’altro venivano chiamati per nome, ricevevano il diploma e la caratteristica stola viola, simbolo del conseguimento del Master, tra gli applausi di familiari e amici.

Conclusa la proclamazione di ciascun Master, tutti i neolaureati tornavano sul palco per la fotografia di gruppo, destinata a rimanere nel tempo come ricordo di un percorso condiviso.

L’École Polytechnique: oltre due secoli di eccellenza.

Fondata nel 1794, l’École Polytechnique è una delle più prestigiose università francesi e una delle più autorevoli Grandes Écoles d’Europa.

Il campus si trova a Palaiseau, circa venti chilometri a sud-ovest di Parigi, all’interno dell’Institut Polytechnique de Paris, uno dei principali poli europei dedicati alla ricerca scientifica, all’ingegneria, alla matematica, all’economia e all’innovazione tecnologica.

Da oltre due secoli forma ingegneri, matematici, economisti, fisici, ricercatori e dirigenti destinati a ricoprire ruoli di primo piano nelle università, nei centri di ricerca, nelle istituzioni pubbliche e nelle più importanti aziende internazionali.


Come si accede.

Entrare all’École Polytechnique significa superare un processo di selezione particolarmente rigoroso.

Per l’ammissione ai programmi Master of Science and Technology vengono valutati il curriculum universitario, il rendimento accademico, le lettere di referenza, la motivazione personale, la conoscenza della lingua inglese e, quando previsto, un colloquio di selezione.

Il principio che guida l’Ateneo è quello del merito, che premia gli studenti con solide competenze scientifiche e una forte propensione alla ricerca e all’innovazione.

Chi è Andrea Pisetta: da Trento ai principali atenei europei.

Il traguardo raggiunto all’École Polytechnique rappresenta una tappa significativa di un percorso accademico costruito con impegno e una chiara visione internazionale.

Andrea Pisetta, originario di Trento, ha frequentato il Liceo Scientifico dell’Istituto Arcivescovile di Trento, arricchendo il proprio percorso scolastico con l’esperienza del quarto anno negli Stati Uniti, a San Francisco, occasione che gli ha consentito di confrontarsi fin da giovane con un sistema educativo internazionale e di perfezionare la conoscenza della lingua inglese.

Conseguita la maturità, ha scelto di proseguire gli studi nei Paesi Bassi iscrivendosi alla Tilburg University, dove ha conseguito la laurea triennale in Econometrics and Operations Research, disciplina che integra matematica, statistica, informatica ed economia per l’analisi dei fenomeni complessi e dei mercati.

Successivamente è stato ammesso al Master of Science and Technology in Economics, Data Analytics and Corporate Finance presso la prestigiosa École Polytechnique di Parigi, completando un percorso altamente specializzato nell’ambito dell’analisi economica, della finanza quantitativa e dell’intelligenza artificiale applicata ai dati.

Il suo cammino accademico prosegue ora con l’ammissione al dottorato di ricerca presso l’Université de Rouen Normandie, in Francia, confermando la volontà di continuare nella ricerca scientifica e nella formazione di alto livello in ambito economico e quantitativo.

Perché scegliere un percorso di studio all’estero.

Sempre più giovani decidono di completare il proprio percorso universitario fuori dai confini nazionali.

È una scelta che richiede coraggio, spirito di adattamento e spesso anche importanti sacrifici economici da parte delle famiglie, ma che restituisce un patrimonio di esperienze difficilmente acquisibile restando nel proprio Paese.

Studiare all’estero significa vivere quotidianamente in una lingua diversa, confrontarsi con culture differenti, sviluppare autonomia, imparare a lavorare in gruppi internazionali e affrontare con maggiore sicurezza contesti nuovi e complessi.

Un investimento sul futuro.

Le imprese ricercano professionisti preparati, capaci di operare in ambienti multiculturali, di utilizzare tecnologie avanzate e di affrontare le trasformazioni economiche e sociali.

Esperienze come quella dell’École Polytechnique non rappresentano quindi soltanto un titolo accademico prestigioso, ma un investimento nella crescita professionale e personale, offrendo ai giovani strumenti concreti per affrontare un mercato del lavoro sempre più globale.

Curiosità: un’università che ha formato leader mondiali.

Il prestigio dell’École Polytechnique è testimoniato anche dai suoi illustri ex allievi. 

Tra questi figura Bernard Arnault, presidente e amministratore delegato del gruppo LVMH, leader mondiale del lusso e proprietario di marchi come Louis Vuitton, Dior, Bulgari, Fendi, Tiffany & Co. e molti altri.

L’Ateneo ha inoltre formato Premi Nobel, scienziati di fama internazionale, alti funzionari dello Stato francese, imprenditori e dirigenti che hanno contribuito allo sviluppo della ricerca, della tecnologia e dell’economia mondiale.

Tra gli ex studenti più celebri figurano anche il Presidente della Repubblica francese Valéry Giscard d’Estaing, il grande matematico Henri Poincaré e l’astronomo Urbain Le Verrier, che predisse matematicamente l’esistenza del pianeta Nettuno prima ancora della sua osservazione.

Un momento di condivisione oltre i confini.

Conclusa la cerimonia, il clima solenne ha lasciato spazio alla convivialità. Nei cortili e nei giardini dell’École Polytechnique erano stati allestiti numerosi bistrot all’aperto con un ricco buffet riservato ai laureati, ai loro familiari, ai docenti e agli ospiti.

È stato un momento di autentica condivisione, durante il quale persone provenienti da ogni angolo del pianeta hanno potuto conoscersi, conversare e festeggiare insieme il traguardo raggiunto.

Passeggiando tra i bistrot allestiti nel verde del campus, si coglieva il vero spirito dell’École Polytechnique: giovani di nazioni, culture e religioni differenti uniti dalla stessa passione per lo studio, la ricerca e la volontà di costruire il proprio futuro.

In un tempo in cui le cronache raccontano fin troppo spesso guerre, tensioni e divisioni, quella festa ha mostrato che la cultura resta uno dei più potenti strumenti di scambio e di pace. La conoscenza non conosce confini: unisce persone, crea relazioni e costruisce ponti dove, altrove, il mondo innalza barriere.

Una riflessione conclusiva.

La Graduation Ceremony dell’École Polytechnique non ha rappresentato soltanto la conclusione di un percorso universitario.

Ha offerto l’immagine concreta di una generazione che sceglie di investire nel sapere, nella ricerca e nell’apertura internazionale, dimostrando che il dialogo tra culture, lingue e competenze costituisce una delle grandi ricchezze del nostro tempo.

Per una famiglia vedere un figlio ricevere il diploma in un’università di tale prestigio è certamente un motivo di orgoglio. Ma il significato di questa esperienza va oltre la soddisfazione personale: racconta il valore dello studio, del merito, del coraggio di misurarsi con realtà internazionali e della volontà di costruire il proprio domani attraverso la conoscenza.

In un’epoca in cui il sapere rappresenta la risorsa più preziosa, investire nella formazione dei giovani significa investire nel futuro dell’intera società. Quanto vissuto il 26 giugno 2026 all’École Polytechnique dimostra che talento, impegno e determinazione possono davvero aprire le porte del mondo. E conferma che la cultura, più di ogni altro linguaggio, continua a unire persone, popoli e generazioni.

Nadia Clementi – n.clementi@ladigetto.it

Institut polytechnique de Paris

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