L’inclusione secondo Loredana Ascione: «Scintille nella notte», un libro che dà voce a chi si trova ai margini

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In un tempo come il nostro, segnato da profonde fragilità sociali, da relazioni sempre più frammentate e da una quotidianità spesso attraversata da silenzi e solitudini, parlare di inclusione, resilienza e coraggio non è solo necessario, ma urgente.
È questo il filo conduttore del libro «Scintille nella notte» (PAV Edizioni, 2025) della dottoressa Loredana Ascione, un’opera che dà voce a chi troppo spesso resta ai margini, trasformando il dolore in occasione di crescita e la sofferenza in possibilità di rinascita.

Con una sensibilità energica e la forza di chi non teme le ombre del presente, Ascione trasforma la letteratura in uno strumento vivo di dialogo e cambiamento.
La sua scrittura, diretta e intensa, nasce da una profonda attenzione alle persone e dal desiderio sincero di aprire spiragli di luce nei momenti più oscuri, accendendo scintille di speranza e resilienza.

Attraverso tre racconti intensi e profondamente umani, l’autrice conduce il lettore a incontrare un giovane insegnante che vede la scuola come autentico spazio di accoglienza, una donna segnata dalla violenza che trova nella scrittura la propria libertà, e adolescenti imprigionati nella virtualità che riscoprono la bellezza dei legami reali.
Storie che dimostrano come solidarietà, ascolto ed empatia possano ancora tracciare nuove strade, anche quando tutto sembra perduto.

Per approfondire il valore di quest’opera letteraria e le tematiche così attuali, abbiamo contattato Loredana Ascione, docente di ruolo nella scuola primaria.
Attualmente vive e lavora a Napoli, ma nel corso della sua carriera ha insegnato in vari ordini di scuola a Bologna, Trento, Londra e Sydney.
La sua attività è sempre stata animata da una passione autentica per l’educazione e da un costante impegno nella formazione continua.

Collaborando con esperti del mondo educativo, promuove un’istruzione inclusiva e attenta alle esigenze degli alunni, valorizzando dialogo e apertura come pilastri fondamentali per la crescita personale e collettiva.

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In un contesto sociale dove spesso prevalgono indifferenza e isolamento, qual è stata la scintilla iniziale che l’ha portata a scrivere «Scintille nella notte» e a scegliere queste storie da raccontare?

«La scintilla è nata dall’ascolto. Scintille nella notte non è solo un titolo, ma l’immagine di tanti piccoli bagliori che, unendosi, possono accendere un fuoco e illuminare il buio.
«Negli anni ho incontrato persone di ogni età, bambini, adolescenti, adulti, che portavano dentro ferite silenziose e fragilità spesso invisibili agli occhi degli altri.
«Ho sentito il bisogno di dare voce a quelle storie, perché credo che il dolore, quando viene condiviso, possa trasformarsi in occasione di crescita e di incontro.
«Questo libro è nato così: come un atto di restituzione, un modo per dire che anche nelle notti più scure una piccola luce può segnare la strada.»

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Il primo racconto ha per protagonista un giovane insegnante che lotta per rendere la scuola davvero inclusiva. Quanto c’è della sua esperienza personale e professionale in questo personaggio e nella sua visione della scuola che propone?

«C’è molto, perché la scuola per me non è mai stata soltanto un’aula o un luogo dove trasmettere nozioni. È sempre stata soprattutto relazione.
«Il personaggio dell’insegnante nasce dall’idea che chi insegna non porta solo conoscenze, ma costruisce ponti, apre possibilità, fa sentire i ragazzi parte di qualcosa.
«Ho avuto la fortuna di lavorare in città e Paesi diversi, da Napoli a Bologna, da Trento a Londra fino a Sydney, e ovunque ho visto che l’inclusione non è un traguardo da tagliare, ma un percorso che va coltivato ogni giorno, con coraggio, ascolto e tanta creatività.»

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Nel secondo racconto, la scrittura diventa per Anna uno strumento di salvezza e rinascita. Crede che la parola e la narrazione possano davvero essere una forma di cura e di riscatto, anche nella vita reale?

«Sì, profondamente. Scrivere è come liberarsi: permette di dare forma al caos che si ha dentro, di chiamare per nome ciò che fa male e di trasformarlo in qualcosa di nuovo.
«Nella mia esperienza ho visto tante volte come la narrazione possa diventare un balsamo: ridona forza, restituisce dignità, fa sentire meno soli.
«Anna, con la sua storia, rappresenta proprio questa possibilità. Attraverso le parole lei riconquista sé stessa, e credo che chiunque, anche fuori dalle pagine di un libro, possa trovare nella scrittura un sentiero per rinascere.»

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La terza storia affronta un tema quanto mai attuale: il rischio di isolamento degli adolescenti nel mondo virtuale. A suo avviso, quale ruolo possono giocare la scuola, la famiglia e la comunità per riportare i ragazzi verso relazioni autentiche?

«Il ruolo più importante è quello di esserci davvero. Non con giudizi o prediche, ma con una presenza sincera e costante.
«I ragazzi hanno bisogno di adulti che li ascoltino e che sappiano creare spazi di incontro reale, momenti in cui la condivisione e la collaborazione abbiano la meglio sulla solitudine.
«La scuola può incoraggiare il lavoro di gruppo e attività creative, la famiglia può dare fiducia e aprire spazi di dialogo, la comunità può offrire luoghi di appartenenza, dove i giovani sentano che la loro voce conta. Solo così la vita vera potrà tornare a essere più attraente di uno schermo.»

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Coraggio, resilienza, creatività: lei le definisce «scintille» per il futuro. In che modo queste piccole luci possono diffondersi e diventare un vero motore di cambiamento sociale, soprattutto per le nuove generazioni?

«Le scintille si trasformano in fuoco solo quando incontrano altre scintille. Nessuno basta a sé stesso, ma ognuno di noi, con piccoli gesti quotidiani di cura, ascolto e coraggio, può contribuire a far crescere comunità più forti e solidali.
«Per i giovani è fondamentale avere esempi vicini e concreti: adulti che mostrino che resilienza non significa arrendersi, ma rialzarsi; che il coraggio non è assenza di paura, ma volontà di agire nonostante la paura; che la creatività non è un lusso, ma una chiave per immaginare un futuro migliore.
«Se sapremo coltivare queste scintille insieme, potranno davvero illuminare strade nuove e diventare la fiamma di un cambiamento autentico.»

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https://pavedizioni.it/prodotto/scintille-nella-notte

Scintille nella notte è un libro che ci invita a guardare oltre le apparenze e a riconoscere il valore delle piccole luci che ciascuno di noi può accendere. In tempi complessi e spesso disorientanti, l’opera della dr.ssa Ascione ci ricorda che la speranza non nasce dai grandi gesti, ma da azioni quotidiane di coraggio, empatia e apertura. Un messaggio che risuona con forza: anche nelle notti più oscure, può bastare una scintilla per illuminare il cammino.

Nadia Clementi – n.clementi@ladigetto.it 
Blog Loredana Ascione

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