Il Prof. Alberto Villani, tra i più autorevoli pediatri italiani, ci spiega come crescere una generazione più sana in un’epoca di profondi cambiamenti sociali e digitali.

Negli ultimi anni il mondo dell’infanzia e dell’adolescenza è cambiato profondamente. L’uso sempre più precoce di smartphone e social network, la riduzione dell’attività fisica, le conseguenze della pandemia, i disturbi del sonno, l’aumento dell’ansia e del disagio psicologico rappresentano nuove sfide per le famiglie e per il sistema sanitario.
Accanto ai tradizionali temi della prevenzione, delle vaccinazioni e della corretta alimentazione, oggi i pediatri sono chiamati ad accompagnare genitori e ragazzi anche nell’educazione all’uso delle tecnologie digitali, nella promozione di stili di vita sani e nella tutela del benessere emotivo.
Per approfondire questi aspetti abbiamo intervistato il Prof. Alberto Villani, pediatra di fama nazionale, Responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Pediatria Generale e Malattie Infettive dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, docente universitario e da anni punto di riferimento per la salute dell’età evolutiva.
Grazie alla sua lunga esperienza clinica e scientifica, il Professor Villani offre una lettura chiara e concreta delle principali sfide che oggi riguardano bambini, adolescenti e le loro famiglie.

Professor Villani, negli ultimi anni lo stile di vita di bambini e adolescenti è profondamente cambiato. Quali ritiene siano oggi le principali sfide per la loro salute e quali comportamenti dovrebbero adottare le famiglie per favorire una crescita sana ed equilibrata?
«Lo stile di vita si costruisce negli anni ed è fondamentale per la salute di ognuno. Le Blue Zone, aree del mondo (le prime 5 furono identificate in Italia, Grecia, Giappone, USA, Messico), dove nella popolazione sono presenti numerosi centenari in buona salute, sono l’evidenza di vita reale, poi divenuta anche realtà scientifica, che il benessere si basa su corretta alimentazione (dieta mediterranea – nessun cibo ultra-processato), movimento (regolare attività fisica – camminare), sana socialità e convivialità fatta di rapporti umani fisici, adeguate ore di sonno ristoratore (attualmente bambini e adolescenti dormono mediamente poco più della metà delle ore che dovrebbero), regolarità dell’alvo.
«Ai genitori va ricordato che i figli non diventano adolescenti da un giorno all’altro, ma sono il risultato di tutti i giorni della loro vita precedente. Educare a comportamenti virtuosi sin dalle primissime fasi della vita e avere la costanza di farli mantenere, rendendo i figli consapevoli: è questa la modalità migliore per favorire il benessere.»
Smartphone, tablet, videogiochi e social network fanno ormai parte della quotidianità dei più giovani. Come possono i genitori educare i propri figli a un utilizzo corretto delle tecnologie, evitando che diventino un fattore di rischio per la salute fisica e psicologica?
«Impegnare i figli in attività sane e virtuose (sport, musica, arte, teatro, scoutismo, volontariato, associazionismo, ecc.) cercando di arginare la solitudine in cui molti bambini e ragazzi vivono.
«Sarebbe auspicabile, laddove possibile, una scuola a tempo pieno in cui poter trascorrere in sicurezza la giornata e dove venga insegnata l’Educazione al benessere (già dalla materna).
«È auspicabile anche in Italia una normativa di legge, come quelle adottate in Australia e in Francia e suggerita da anni dalla Società Italiana di Pediatria, che regolamenti l’uso dei telefonini e l’accesso alla rete.
«La legge dovrà essere supportata da un’importante campagna formativa e informativa affinché le regole diventino convinto patrimonio culturale di bambini e ragazzi e non una mera imposizione.
«Conoscere e sapere usare la tecnologia è un valore irrinunciabile; subirla ed esserne vittime è una iattura da evitare.»
Sedentarietà, alimentazione non sempre equilibrata e disturbi del sonno sono fenomeni sempre più frequenti. Quanto incidono questi fattori sullo sviluppo dei bambini e quali semplici regole possono fare la differenza nella vita quotidiana?
«È importante comprendere che lo stile di vita si costruisce nel tempo. Se si riesce a impostare, sin da piccolissimi, un’alimentazione seguendo la dieta mediterranea, se si instaurano regole per la cura dell’igiene e il rispetto di un adeguato numero di ore di sonno (tra le 8 e le 10 fino a 14 ore a seconda delle età), se si favorisce il movimento in tutte le occasioni in cui è possibile (a es. salire e scendere le scale, percorrere tutti i tratti percorribili a piedi), sarà altamente probabile che tutto questo diventi un’abitudine più che una regola e sarà più facile acquisire uno stile di vita che sarà convinta e naturale conseguenza e non imposizione autoritaria.»
Sempre più spesso si sente parlare di ansia, isolamento sociale e disagio psicologico anche in età pediatrica e adolescenziale. Quali sono i segnali che i genitori non dovrebbero sottovalutare e quando è opportuno rivolgersi a uno specialista?
«Ribadisco che è fondamentale non arrivare a oltrepassare certi limiti. Non accade da un giorno all’altro che un adolescente dorma, come purtroppo spesso accade, 4-6 ore a notte. Fissare un orario di addormentamento (le ore 21:00) è possibile, concedendo rare deroghe.
«Evitare di riempire le dispense e il frigorifero con cibo ultra-processato o lontano dalla tradizione alimentare italiana/mediterranea, è possibile. Anche nell’alimentazione concedere occasionalmente delle deroghe fa parte del processo di maturazione e crescita individuale, ma devono essere eccezioni.
«Segnali preoccupanti sono quelli in cui c’è una variazione significativa dalle normali attività: pretestuosità per non andare a scuola, per non praticare sport, per non uscire con gli amici sono tutti campanelli d’allarme, spesso tardivi.
«C’è molto clamore sull’aumento esponenziale dei disturbi del comportamento che è già un’emergenza sanitaria; in realtà è la drammatica conseguenza, in buona parte, di un’emergenza sociologica che la politica non affronta con colpevole disattenzione.»
Guardando al futuro, quale messaggio desidera rivolgere ai genitori, ai nonni e agli educatori che leggeranno questa intervista? Quali sono, a Suo avviso, gli ingredienti fondamentali per crescere bambini e ragazzi sani, responsabili e sereni in una società in continua evoluzione?
«Assumersi la responsabilità di adempiere, con coscienza e senso del dovere, al ruolo educativo, favorendo il rispetto di poche e chiare regole, per vivere il benessere, rendendole una serena consuetudine.
«Guadagnare, con i propri comportamenti e l’esempio, la fiducia di bambini e adolescenti, che spesso lamentano la mancanza di una guida e fanno ricorso a modelli non virtuosi. Trasmettere entusiasmo e gioiosità per la vita valorizzando gli aspetti positivi, la convivialità, la socialità, l’attenzione agli altri.
«Evitare l’isolamento, la solitudine, la mancanza di obiettivi e favorire attività che impegnino, nelle diverse età, nello sport, nell’arte, nel sociale.
«Compito degli adulti non può essere quello di essere testimoni passivi di una quotidianità subita, ma è quello di offrire opportunità di arricchimento, di crescita, di sviluppo delle attitudini di ognuno, stimolando la curiosità, l’entusiasmo, la riflessione.»
Il messaggio del Prof. Alberto Villani è chiaro: non esistono ricette semplici per crescere bambini e adolescenti sani, ma esistono buoni esempi da offrire ogni giorno.
Educazione, stili di vita corretti, dialogo, regole condivise e presenza degli adulti rappresentano il miglior investimento per il benessere delle nuove generazioni.
Nadia Clementi – n.clementi@ladigetto.it
Prof. Alberto Villani, MD PhD
Coordinatore funzionale dell’Area Clinica Pediatria Universitaria Ospedaliera
Responsabile dell’Unità Operativa Complessa Pediatria Generale, Malattie Infettive e DEA II Livello
Responsabile dell’Unità di Ricerca Patogenesi e Terapie Innovative in Infettivologia
Ospedale Pediatrico Bambino Gesù
Professore Associato Pediatria
Dipartimento Medicina dei Sistemi, Università di Roma Tor Vergata.
Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (Roma)
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