Dal dolore alle più moderne tecniche mini-invasive e robotiche: il Dott. Michele Malavolta spiega come la ricerca e l’innovazione stanno cambiando la cura delle patologie del ginocchio, tra prevenzione, diagnosi precoce e chirurgia personalizzata.

Il ginocchio è una delle articolazioni più complesse e importanti del corpo umano. Ogni giorno sostiene il peso del nostro organismo e ci consente di svolgere attività essenziali come camminare, salire o scendere le scale, praticare sport e mantenere una vita attiva. Proprio per questo è anche una delle strutture più esposte ai traumi e alle patologie degenerative.

Secondo le più recenti stime, milioni di persone soffrono di dolori e limitazioni funzionali legate all’artrosi del ginocchio, una condizione destinata ad aumentare con l’invecchiamento della popolazione e con il crescente numero di persone che desiderano mantenersi attive anche in età avanzata. Parallelamente, gli infortuni sportivi e le lesioni meniscali o legamentose rappresentano una delle principali cause di consulto ortopedico tra adulti e giovani.

Negli ultimi anni la ricerca e l’innovazione tecnologica hanno profondamente trasformato il trattamento delle patologie del ginocchio, anche se i trattamenti con prove scientifiche indiscutibili di validità sono pochi. Dalle infiltrazioni biologiche alle tecniche artroscopiche mini-invasive, fino alla chirurgia protesica personalizzata e robot-assistita, oggi è possibile offrire ai pazienti molteplici soluzioni. Ma sono tutte soluzioni sempre più efficaci e con tempi di recupero significativamente ridotti?

Per comprendere meglio quali siano le principali problematiche che interessano questa articolazione e quali opportunità terapeutiche validate scientificamente siano oggi disponibili, abbiamo intervistato il Dott. Michele Malavolta, specialista in Ortopedia e Traumatologia, da anni impegnato nella diagnosi e nel trattamento delle patologie degenerative e traumatiche del ginocchio. 

Dottor Malavolta, il dolore al ginocchio rappresenta una delle cause più frequenti di consulto ortopedico. Quali sono oggi le patologie che incontra più spesso nella sua pratica clinica e quali categorie di pazienti ne sono maggiormente colpite?

≪Ci sono fondamentalmente tre categorie di pazienti: gli anziani con patologia degenerativa artrosica più o meno avanzata (età media 70 anni) con un coinvolgimento oramai osseo, i “diversamente giovani” come me (età media 55 anni) con patologia degenerativa iniziale con coinvolgimento meniscale e cartilagineo ed infine i giovani affetti da patologia traumatico sportiva, cioè lesioni legamentose e/o meniscali in seguito ad attività sportiva (età media 25-30 anni).≫

Molte persone tendono a convivere per anni con il dolore, attribuendolo semplicemente all’età o alla stanchezza. Quali segnali dovrebbero invece spingere a rivolgersi tempestivamente a uno specialista?

≪L’artrosi nasce quasi sempre da una “fuoriuscita” del menisco dalla sua sede (tecnicamente “estrusione meniscale”) che compare sempre associata ad un dolore acuto. Quello è il momento di prendere in cura un paziente perché oggi possiamo eseguire un intervento innovativo mini invasivo (la centralizzazione meniscale artroscopica) che è dimostrato dare miglioramenti a medio termine (5 anni) in termini di dolore e noi speriamo (ma non ci sono ancora evidenze scientifiche poiché l’intervento è di recente esecuzione) che rallenti l’evoluzione artrosica, forse anche la blocchi completamente.≫

Negli ultimi anni si parla molto di medicina rigenerativa, infiltrazioni biologiche, cellule staminali e PRP. Quale ruolo hanno oggi queste terapie nel trattamento delle patologie del ginocchio e quali risultati possono realisticamente offrire ai pazienti?

≪Posso essere diretto come è noto io sia? Attualmente le evidenze scientifiche di studi seri, i cosiddetti studi RCT, dimostrano che l’efficacia sul dolore di queste tecniche è minore dell’utilizzo della soluzione fisiologica (cioè acqua!). Per quanto riguarda il trattamento sintomatico dell’artrosi, il cortisone è oggi l’unico farmaco che dispone di solide evidenze scientifiche di efficacia nel ridurre dolore e infiammazione.
Per quanto riguarda la rigenerazione tissutale non vi è alcuno studio serio indipendente che dimostri la validità di questa tesi. Non ha citato il famigerato acido jaluronico: finalmente l’American Academy, riferimento per gli ortopedici del mondo occidentale, nel 2024 ha chiaramente ammonito a non usarne nemmeno uno dei vari in commercio nel trattamento dell’artrosi dell’anca o del ginocchio perché chiaramente inefficace. Eppure ancora si usa.≫

Quando i trattamenti conservativi non sono più sufficienti, si prende in considerazione l’intervento chirurgico. Quali innovazioni stanno cambiando il modo di operare il ginocchio e quali vantaggi offrono le moderne tecniche mini-invasive e robotiche?

≪Come già detto, oggi stiamo cercando di bloccare o rallentare l’evoluzione artrosica (che non è una malattia ma una degenerazione ad origine meccanica, cioè una parte dell’ingranaggio che non funziona più perché usurata). Ci vorranno 10 anni per capire l’efficacia in questo senso della centralizzazione meniscale artroscopica. Oggi sappiamo sicuramente che nel 98% dei casi toglie il dolore nel medio termine (5 anni).

Le più grandi innovazioni della protesica degli ultimi anni sono state due. L’avvento della robotica e un nuovo metodo per impiantare le protesi che si chiama Allineamento Cinematico o Nativo.

La robotica ha decisamente migliorato l’accuratezza della tecnica classica di posizionamento della protesi, il cosiddetto allineamento meccanico. Non è che ci sia un robot che fa l’intervento ma un braccio meccanico che esegue il gesto chirurgico condotto dal chirurgo con una maggiore precisione.

In ogni caso i risultati nemmeno con la robotica hanno raggiunto quelli ottimali della protesica dell’anca che si attesta sul 98% di pazienti molto soddisfatti ad un anno dall’intervento.

Questo risultato è stato raggiunto con la tecnica dell’allineamento cinematico, volto a ricostruire l’allineamento nativo di ogni singolo arto. Una tecnica personalizzata, che non necessita di robotica, quindi più economica e veloce dal nostro punto di vista, ma con risultati, come evidenziano recenti studi, paragonabili a quelli della protesica d’anca.

È stata una mia battaglia dal 2016. Sono stato il primo in Italia a proporre questa tecnica ed il secondo in Europa. Ai convegni venivo deriso e sbeffeggiato. Oggi non si parla d’altro e mi invitano anche troppo ai congressi. Il suo inventore, il Prof. Stephen Howell, oggi è un mio caro amico. Ed io posso dire di aver veramente conosciuto un genio la cui portata si capirà di più negli anni a venire.≫

L’aumento dell’aspettativa di vita porta sempre più persone a desiderare una buona mobilità anche dopo i sessant’anni o i settant’anni. È possibile invecchiare mantenendo ginocchia sane? Quali consigli pratici si sente di dare ai nostri lettori per proteggere le articolazioni nel corso della vita?

≪La prevenzione è fondamentale perché qualsiasi intervento è un palliativo, non sarà mai come avere la perfezione della magnifica articolazione del ginocchio. Mi sento di dare questi consigli:
mantenere sempre un ottimo peso corporeo, si può fare anche senza avere il tempo di fare molto movimento ed il segreto è un regime alimentare di tipo “chetogenico” dove la quantità di zuccheri semplici e complessi (carboidrati, amidi) viene molto diminuita. Non c’è educazione alimentare, senza accorgercene mangiamo zuccheri che sono messi ovunque di nascosto per dare desiderio di cibo, quasi una droga legato ai picchi di cortisolo che danno gli zuccheri. Abituatevi a leggere le composizioni dei cibi che comprate!
Dopo i 40 anni diminuire se non abbandonare gli sport da carico come corsa, calcio, pallavolo ecc., e prediligere la camminata veloce (ma non in discesa) e la bicicletta.
Chi segue questi principi ha molti meno problemi articolari agli arti inferiori di altri, anche in età avanzata.≫

Nadia Clementi – n.clementi@ladigetto.it

Dr. Michele Malavolta – malavolta@tridentinaorthoclinic.com 
Chirurgo Ortopedico
Orthopaedic Surgeon
Specializzato in Chirurgia del ginocchio e Traumi dello sport
Specialized in Knee Surgery and Sports Injuries
Responsabile Chirurgia del Ginocchio
Head of Knee Surgery Unit
Casa di Cura Solatrix (convenzionata S.S.N.)
Rovereto – PROVINCIA AUTONOMA TRENTO -ITALY
Co-fondatore e membro
Educational Board Europeo Allineamento Cinematico
Co-founder and Member Kinematic Alignment European Educational Board

www.michelemalavolta.it  
www.tridentinaorthoclinic.com 
www.cdcsolatrix.it 
www.knee-kinematic-alignment.com 
www.knee-osteotomies.com

© Riproduzione riservata