Intervista al dottor Giuseppe De Nisi, vicepresidente dell’AIBLUD, l’Associazione Italiana delle Banche del Latte Umano Donato

Donare il latte materno significa offrire una possibilità di vita. È un gesto semplice e al tempo stesso straordinario, che permette a tanti neonati prematuri o con gravi patologie di ricevere il nutrimento più prezioso che esista: il latte umano. Un dono che diventa cura, protezione, speranza.
A promuovere questa straordinaria catena di solidarietà è l’Associazione Italiana delle Banche del Latte Umano Donato (AIBLUD), che da oltre 20 anni garantisce sicurezza, qualità e uniformità nel servizio di raccolta, conservazione e distribuzione del latte umano donato.
Dietro questo impegno vi è una consolidata letteratura scientifica che guida medici, ricercatori e operatori sanitari nel promuovere e nel diffondere la cultura della donazione del latte umano.

Il dottor Giuseppe De Nisi è una figura autorevole nel campo della neonatologia, con una lunga esperienza iniziata a Trento nel 1977 presso la U.O. di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale di cui è stato primario per 15 anni.
Dal 2000 si è dedicato particolarmente a migliorare e a standardizzare la gestione delle Banche del Latte donato presenti in Italia con linee guida ad hoc e con la costituzione dell’AIBLUD di cui è tuttora vicepresidente: da 4 Banche presenti in Italia nel 2000 si è arrivati oggi a 44 Banche diffuse in quasi tutte le regioni.

Il latte umano donato rappresenta un autentico «ponte nutrizionale terapeutico» per i neonati più vulnerabili: non solo riduce il rischio di gravi complicanze come l’enterocolite necrotizzante, ma favorisce anche una migliore tolleranza alimentare, accorciando i tempi di degenza e migliorando la prognosi complessiva.
Un gesto che unisce scienza e solidarietà, sostenuto dall’impegno di medici e volontari che, ogni giorno, trasformano la generosità in vita.

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Dottor De Nisi, quali sono gli obiettivi principali che l’AIBLUD si propone di raggiungere nel prossimo futuro per migliorare il servizio delle banche del latte umano?

«Sicuramente realizzare la presenza di Banche del Latte Umano nelle regioni dove non ancora sono presenti, come la Sardegna, la Basilicata e il Molise. È necessario inoltre rendere più efficienti quelle esistenti.»

Come si sta evolvendo la rete delle banche del latte umano in Italia e quali sono le principali sfide per una distribuzione territoriale più omogenea?

«Vi sono regioni, come Toscana, Lombardia, Veneto e Sicilia, che stanno realizzando una Rete regionale di Banche che riesce a soddisfare le richieste di Terapie Intensive Neonatali non dotate di Banche.
«L’AIBLUD grazie a corsi di formazione promuove la formazione di questo tipo di Rete per tutte le regioni italiane.»

Quali strategie adotta AIBLUD per aumentare il numero di mamme donatrici e favorire la cultura del dono del latte materno?

«Fondamentale è la formazione di tutto il personale medico e infermieristico, in particolare nella gestione dell’alimentazione del neonato critico e del legame con la madre.
«La capacità di soddisfare i bisogni alimentari del suo bambino senza ricorso alla nutrizione parenterale e cateteri venosi è un motore che persiste durante la degenza (con produzione di latte oltre il fabbisogno e quindi da donare) e anche dopo la dimissione del bambino con un legame emotivo verso altri neonati critici degenti.»


 
In che modo le innovazioni tecnologiche, come l’informatizzazione dei dati e la digitalizzazione dei processi, stanno incidendo sulla gestione e sulla regolamentazione delle banche del latte umano?

«Alcune banche (1/3) sono dotate di software specifici per la loro gestione e almeno due si affidano a Centrali del latte, come la Serenissima per quella di Treviso e Granarolo per quella di Bologna.
«Non notiamo comunque differenze sostanziali, forse grazie alle Linee Guida aggiornate che standardizzano tutte le fasi della filiera: raccolta, controlli sierologici, pastorizzazione, conservazione e somministrazione del latte donato.»

Qual è il ruolo di AIBLUD nella promozione della Giornata Mondiale della Donazione del Latte Umano e come questa ricorrenza contribuisce a sensibilizzare operatori sanitari e comunità?

«La nostra presenza è tesa sempre a soddisfare il bisogno. In questo caso ci stiamo adoperando per garantire latte umano donato nelle situazioni di emergenza (eventi bellici, terremoti, inondazioni, ecc..).
«Il ricorso alla liofilizzazione del latte umano donato appare infatti come la migliore soluzione.»

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La donazione del latte umano non è solo un gesto di generosità, ma un atto di solidarietà profonda che unisce le madri, i medici e la società intera attorno a un unico obiettivo: dare una possibilità di vita ai più piccoli e fragili. Grazie all’impegno di professionisti come il dottor Giuseppe De Nisi e all’opera dell’AIBLUD, questo dono diventa ogni giorno una realtà concreta, capace di nutrire non solo il corpo dei neonati, ma anche la speranza di un futuro migliore.
 
Nadia Clementi – n.clementi@ladigetto.it 
Sito AUBLUD: 
https://www.aiblud.com/

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