Vivere sani è più a lungo seguendo i consigli del dottor Antonio Maone.

Viviamo in un’epoca in cui la ricerca della longevità non è più soltanto una questione di anni in più, ma di vita vissuta meglio.
Restare in salute, mantenere energia e lucidità mentale anche con il passare del tempo è diventato un obiettivo sempre più condiviso.
Ma come si costruisce, davvero, una vita lunga e di qualità?
Ne abbiamo parlato con il Dott. Antonio Maone, medico e ricercatore specializzato in longevità strategica e ideatore del metodo «Wellness Molecolare».
Attraverso un approccio che unisce scienza, epigenetica e coaching mentale, Maone insegna come le nostre scelte quotidiane possano influenzare l’espressione dei geni della longevità, migliorando in modo concreto salute, energia e benessere psicofisico.
Fondatore del metodo Wellness Molecolare, il Dott. Maone promuove una visione innovativa della medicina preventiva: non solo contrastare l’invecchiamento, ma attivare consapevolmente i meccanismi biologici del benessere (mente- corpo), imparando a gestire nutrizione, stress e abitudini mentali in modo strategico.
Con lui abbiamo approfondito il significato di «longevità attiva» e il modo in cui scienza e comportamento si intrecciano nel percorso verso una vita più sana e appagante.

Dottor Maone, quali sono i principali fattori dello stile di vita che influenzano l’attivazione dei geni della longevità?
«Negli ultimi anni si è parlato molto delle Blue Zones, le aree del mondo con la più alta concentrazione di ultracentenari. Spesso si è pensato che la loro longevità dipendesse quasi esclusivamente dal tipo di alimentazione, dando origine a numerose diete della longevità. Ma questa è una visione riduttiva.
«Le ricerche sul campo ci dicono che, oltre al cibo, esistono fattori più profondi e meno misurabili con i metodi scientifici tradizionali: serenità mentale, forte senso di comunità, solidarietà, spiritualità, condivisione, resilienza. Gli anziani nelle Blue Zones sono considerati saggi e svolgono un ruolo sociale attivo: questo contribuisce in modo significativo al loro benessere.
«La longevità, quindi, non dipende solo da cosa mangiamo, ma da come viviamo.
«Oggi sappiamo che il DNA non è una struttura immutabile: è plasmabile. Le esperienze di vita – soprattutto quelle emotivamente intense o ripetute – possono attivare o disattivare geni della longevità. In altre parole, esperienze, comportamenti e perfino immagini mentali vivide possono lasciare tracce biologiche. È il principio alla base dell’apprendimento, dello sport e della riabilitazione neurale.
«Come ricorda il neuroscienziato Elkhonon Goldberg, anche la saggezza, la spiritualità e la speranza possono lasciare impronte sul nostro DNA.»
Il suo metodo, il Wellness Molecolare, integra scienza e quotidianità. Come può essere applicato nella vita di tutti i giorni?
«Il Wellness Molecolare nasce dall’unione di neuroscienze, epigenetica, biologia molecolare e tecniche di allenamento mentale sviluppate nel corso dei secoli. È un metodo che si impara con la pratica, non con la teoria.
«Nella mia attività professionale unisco la medicina dello sport al mental coaching. Ho lavorato con atleti di alto livello e ho trasferito i principi dell’alta performance alla vita quotidiana.
«Oggi alleno persone di ogni settore a diventare performer della propria salute, cioè individui capaci di mantenere nel tempo abitudini e strategie che migliorano mente e corpo. Non è un percorso motivazionale mordi e fuggi: richiede pratica, disciplina e un’etica della performance.
«Diventare performer della salute significa allenarsi ogni giorno, come nelle arti marziali: si inizia da cintura bianca e si diventa cintura nera solo attraverso esperienza, costanza e auto-osservazione.»
Si parla spesso di sirtuine come proteine della longevità. Che ruolo svolgono e come possiamo stimolarle?
«Le sirtuine sono proteine prodotte da sette geni (Sirt 1-7) presenti nel nostro genoma. Hanno un ruolo fondamentale:
• riparano il DNA,
• mantengono le cellule giovani,
• sorvegliano la funzionalità dei tessuti.
«Con l’età la loro attività diminuisce, ed è uno dei motivi per cui aumentano le malattie croniche.
«Le sirtuine si attivano quando la cellula vive piccoli stress controllati: è il principio dell’ormesi, cioè ciò che non danneggia fortifica.»
Ne sono esempi:
• restrizione calorica moderata
• attività fisica
• esposizione al freddo
• polifenoli vegetali
«Questi stimoli creano una temporanea carenza energetica che attiva i geni Sirt, migliorando la capacità della cellula di ripararsi e sopravvivere più a lungo.
«Il problema è che lo stile di vita moderno ci espone a comfort costante: troppo cibo, poco movimento, niente sfide fisiche. Ma il nostro corpo si è evoluto per rispondere ai disagi, non al benessere statico.»
Nel suo approccio unisce neuroscienze e coaching strategico. Come collaborano mente e corpo nel percorso di longevità?
«Le scienze moderne ci dicono che non esiste nulla di fisiologico che non sia anche psicologico, e viceversa. Siamo un’unità mente-corpo.
«Le emozioni – paura, piacere, dolore, rabbia – influenzano profondamente le cellule, le scelte e quindi lo stato di salute. John Milton lo esprimeva così: “La mente può trasformare un paradiso in un inferno e un inferno in un paradiso”.
«Una mente rigida, bloccata da emozioni persistenti, può danneggiare il corpo nel tempo. Ecco perché l’allenamento mentale è fondamentale: serve a mantenere flessibilità, a sviluppare resilienza e a evitare che i pensieri si irrigidiscano fino a generare comportamenti dannosi.
«Allenare la mente significa imparare il linguaggio delle emozioni, diverso dalla logica razionale. La logica non parla alle emozioni: per questo il cambiamento richiede esperienza, non solo teoria.»
Quali consigli darebbe per mantenere una resilienza mentale e fisica efficace nel tempo, soprattutto nei periodi di stress prolungato?
«Il primo principio è semplice: per un corpo longevo serve una mente longeva.
«Il percorso che propongo è un vero e proprio addestramento allo stile di vita, basato su tecniche di training mentale che chiunque può imparare e applicare da solo. Sono metodi derivati dalla terapia strategica breve e dalla scienza della performance, utilizzati da atleti, manager e artisti per sviluppare resilienza, lucidità e capacità di affrontare il disagio.
«Allenarsi alla resilienza significa imparare ad accettare la realtà senza subirla, cambiando ciò che è possibile cambiare e trovando soluzioni funzionali per il proprio benessere.
«Come scrive Aldous Huxley: “La realtà non è ciò che ci accade, ma ciò che facciamo con ciò che ci accade“.
«Questo è, a mio avviso, il vero segreto delle persone longeve: non il cibo, ma l’atteggiamento mentale.»
La longevità non è un privilegio riservato a pochi, ma un cammino fatto di scelte quotidiane. È un equilibrio dinamico tra corpo e mente, tra esperienze, relazioni e consapevolezza. Come ricorda il Dott. Maone, il benessere non è solo una condizione fisica: è uno stile di vita, un modo di pensare e di affrontare il mondo.Vivere più a lungo significa, soprattutto, vivere meglio.
Nadia Clementi – n.clementi@ladigetto.it
Dott. Antonio Maone
https://antoniomaone.it/i-segreti-della-longevita/



