Parliamo di questa nuova tecnica di cura non invasiva con il dott. Daniele Seppi.

La depressione è oggi una delle principali cause di disabilità a livello globale e rappresenta una sfida sanitaria e sociale di enorme portata.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, milioni di persone ne soffrono e gli effetti non si limitano al benessere individuale, ma coinvolgono anche la sfera lavorativa, familiare e relazionale.
Le attuali terapie disponibili – dai farmaci antidepressivi ai percorsi psicoterapeutici – hanno permesso a molti pazienti di ritrovare un equilibrio.
Tuttavia, una parte significativa continua a convivere con sintomi persistenti e resistenti, nonostante i trattamenti convenzionali. Per questi pazienti, la ricerca di alternative terapeutiche innovative diventa fondamentale.
tDCS
In questo scenario si inserisce la stimolazione transcranica a corrente diretta (tDCS), una tecnica non invasiva che modula l’attività cerebrale attraverso l’applicazione di una lieve corrente elettrica al cuoio capelluto.
L’obiettivo è favorire la neuroplasticità e ristabilire l’equilibrio dei circuiti neuronali implicati nella depressione e in altre patologie come la fibromialgia.
Presso la Clinica S.Anna di Merano, il dott. Daniele Seppi, con una formazione multidisciplinare in Neuropsicologia clinica, Psicologia clinica, Salute mentale e Bioetica per sperimentazioni cliniche, coordina un’équipe specializzata in questa metodica.
Con esperienza in Alto Adige e all’estero, il dott. Seppi guida oggi un centro all’avanguardia dedicato ai pazienti che cercano nuove risposte terapeutiche quando le cure tradizionali non bastano.

Dottor Seppi, perché la depressione rappresenta ancora oggi una delle principali cause di disabilità a livello globale, nonostante le cure farmacologiche e psicologiche disponibili?
«Per rispondere a questa domanda bisogna considerare sia un aspetto oggettivo sia culturale. Viviamo in un mondo sempre più connesso e orientato alla performance, e questo ha cambiato il significato della depressione: oggi essa è spesso legata a un profondo senso di inadeguatezza, che nasce dall’incapacità dell’uomo contemporaneo di raggiungere gli obiettivi imposti dalla società.
«Questo sentimento genera ansia, insonnia e perdita di autostima, spingendo soprattutto i più giovani a inseguire un futuro sempre più sfuggente e a ricorrere a meccanismi di negazione del dolore. Nella maggior parte dei casi, la depressione moderna nasce dalla sensazione costante di non essere all’altezza di un tempo che corre troppo in fretta, dominato dall’efficienza e dalla produttività, dove la soggettività dell’individuo tende a essere trascurata.
«I dati parlano chiaro: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), circa 280 milioni di persone nel mondo soffrono di depressione, con una prevalenza di circa il 5% della popolazione globale. In Italia, secondo l’Istat, ne sono colpite oltre 2,8 milioni di persone, pari al 5,4% della popolazione con più di 15 anni.»
In quali situazioni cliniche la stimolazione transcranica a corrente diretta (tDCS) può offrire un’alternativa valida ai trattamenti tradizionali?
«La stimolazione transcranica a corrente diretta (tDCS – dall’inglese transcranial Direct Current Stimulation) è una tecnica non invasiva proposta per il trattamento nei casi di depressione maggiore e di dolore cronico, in particolare nella fibromialgia.»
Quali evidenze scientifiche supportano l’efficacia della tDCS nel trattamento della depressione resistente e della fibromialgia?
«Le evidenze scientifiche sulla stimolazione transcranica a corrente continua (tDCS) sono promettenti e indicano un particolare beneficio nel trattamento della depressione resistente, mentre per altre condizioni – come ictus, malattia di Alzheimer e fibromialgia – l’efficacia rimane più limitata e circoscritta a casi selezionati.
«Una recente metanalisi, condotta dalla Harvard University in collaborazione con la Mayo Clinic e pubblicata sulla rivista Nature, ha confermato l’efficacia della tDCS nei pazienti con depressione resistente, sottolineandone il potenziale come terapia non invasiva e sicura, in grado di integrare o supportare le opzioni terapeutiche tradizionali.»
cuffia tDCS
Dal punto di vista pratico, come si svolge una seduta di tDCS e quali benefici concreti possono aspettarsi i pazienti?
≪La tDCS prevede l’utilizzo di una cuffia sulla quale vengono applicati due elettrodi – uno positivo (anodo) e uno negativo (catodo) – posizionati su specifiche aree del cuoio capelluto. La corrente erogata è molto debole, generalmente compresa tra 1 e 2 mA, e viene applicata per un periodo di 20-30 minuti.
«L’anodo (polo positivo) aumenta l’eccitabilità dei neuroni nella zona sottostante, rendendoli più propensi a generare impulsi elettrici, mentre il catodo (polo negativo) ne riduce l’eccitabilità, inibendo l’attività delle cellule cerebrali.
«Nel caso della depressione, si osserva una ipoattività (minore attività) della corteccia prefrontale sinistra e una iperattività (maggiore attività) delle aree limbiche, come l’amigdala. La tDCS contribuisce a ristabilire un equilibrio tra queste regioni cerebrali.
«L’aumento dell’attività nella corteccia prefrontale favorisce la neuroplasticità, migliorando la capacità del cervello di adattarsi e di rispondere a nuove esperienze. Inoltre, la stimolazione influisce sulla produzione di neurotrasmettitori come serotonina, dopamina e glutammato, spesso alterati nelle persone affette da depressione.
«Questa modulazione dell’attività cerebrale non produce effetti immediati, come accade con i farmaci, ma modifica gradualmente il modo in cui i neuroni comunicano tra loro, inducendo cambiamenti a lungo termine nella plasticità sinaptica.
«Le sedute hanno una durata di 30 minuti nella terapia per la depressione e di 20 minuti nella fibromialgia. Durante il trattamento, il paziente può restare comodamente seduto e dedicarsi, ad esempio, alla lettura, al lavoro al computer o a una seduta di psicoterapia.
«Numerosi studi clinici hanno dimostrato che la tDCS può ridurre i sintomi depressivi fino al 50% in circa la metà dei casi, in particolare nella depressione maggiore o nei pazienti che non rispondono adeguatamente alle terapie farmacologiche (pazienti farmacoresistenti).
«Nel complesso, dopo il trattamento i pazienti risultano meno ansiosi, emotivamente più aperti, più attivi e riferiscono un miglioramento significativo della qualità della vita.»
Clinica S. Anna.
Il trattamento richiede un ricovero ospedaliero oppure può essere eseguito in regime ambulatoriale? È doloroso o presenta fastidi per il paziente?
«La tDCS non richiede alcun ricovero ospedaliero: il trattamento viene eseguito in regime ambulatoriale, direttamente in clinica.
«Rispetto ad altre terapie, come la stimolazione magnetica transcranica (TMS) o la terapia elettroconvulsiva (ECT), la tDCS presenta diversi vantaggi:
• non è invasiva e non richiede anestesia;
• non provoca convulsioni (a differenza della ECT);
• causa solo raramente lievi effetti collaterali, come un leggero formicolio o arrossamento nella zona di applicazione degli elettrodi, un lieve mal di testa o un senso di affaticamento;
• è meno costosa rispetto ad altre metodiche;
• per i pazienti provenienti da fuori regione è possibile noleggiare l’apparecchio previo versamento di una cauzione.
«Per ottenere risultati significativi, sono generalmente necessarie alcune settimane di trattamento, con un ciclo di circa 10 sessioni, al quale possono talvolta seguire sedute periodiche di mantenimento.»
Guardando al futuro, quali sviluppi intravede nell’applicazione della tDCS e quale ruolo potrà avere nella pratica clinica di routine?
«Le prospettive in questo senso sono molto incoraggianti. Grazie alla sua maneggevolezza e alla scarsa invasività, il campo di applicazione della tDCS si sta progressivamente ampliando.
«Come accennato in precedenza, i risultati convincente ottenuti attraverso studi clinici e metanalisi nel trattamento della depressione hanno aperto la strada all’utilizzo della tDCS anche in altre aree: Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC), dipendenze da sostanze, dipendenze comportamentali, disturbi dell’alimentazione, trattamento dell’obesità, ADHD e disturbi del linguaggio. Inoltre, la tDCS viene sempre più impiegata nell’ambito della riabilitazione cognitiva.»
ingresso Clinica S. Anna.
La depressione resistente resta una delle sfide più impegnative per la medicina contemporanea. La tDCS si presenta come un approccio innovativo, capace di aprire nuove prospettive laddove le terapie tradizionali non hanno dato risultati sufficienti. Attraverso l’esperienza e la competenza del dott. Daniele Seppi e della sua équipe presso la Clinica S. Anna di Merano, si delinea la possibilità di offrire ai pazienti non solo un trattamento, ma anche una rinnovata speranza di benessere e qualità di vita.
Nadia Clementi – n.clementi@ladigetto.it
dott. Daniele Seppi – clinica@villa-santanna.eu
https://www.danieleseppi.it/it-index.php?language=it
https://villa-santanna.eu/specialita_ambulatoriali/psicologia-psicoterapia-merano/



