Intervista al Prof. Tommaso Cai, Direttore U.O. Urologia Santa Chiara e del Centro Andrologico di Arco (Tn) sulle principali problematiche maschili e sull’importanza della diagnosi precoce.
La salute andrologica rappresenta un aspetto fondamentale del benessere maschile in ogni fase della vita. Dalla prevenzione delle patologie prostatiche ai disturbi della fertilità, fino alle problematiche legate alla funzione sessuale, una corretta informazione e un approccio specialistico sono determinanti per garantire diagnosi tempestive e trattamenti efficaci.
Il Centro Andrologico di Arco di Trento rappresenta un punto di riferimento per il territorio provinciale e non solo, nella gestione delle patologie dell’apparato uro-genitale maschile, grazie a percorsi specialistici personalizzati e a un approccio multidisciplinare orientato alla qualità di vita del paziente.
Per approfondire le principali tematiche legate alla salute andrologica abbiamo intervistato il Prof. Tommaso Cai, specialista in Urologia, Professore di Urologia all’Università di Trento e Direttore dell’U.O.M. di Urologia dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata del Trentino (ASUIT). Nel corso della sua carriera ha maturato una consolidata esperienza clinica nell’ambito della chirurgia urologica oncologica, dell’andrologia e della patologia funzionale del basso apparato urinario e della neuro-urologia, ricoprendo incarichi scientifici a livello nazionale e internazionale. Il suo percorso formativo e professionale completo è consultabile attraverso il curriculum ufficiale disponibile online: https://www.asuit.tn.it/entita-organizzative/unita-operativa-urologia-trento
Ospedale di Arco – sede del Centro Andrologico
Professor Cai, quali sono oggi le patologie andrologiche più frequenti che osservate presso il Centro Andrologico di Arco di Trento?
≪L’andrologia è la branca dell’urologia che si occupa della prevenzione e del trattamento delle patologie del tratto genitale maschile. È importante sottolineare il ruolo centrale della prevenzione, perché molte patologie andrologiche, in particolare quelle legate all’infertilità, possono essere evitate attraverso accorgimenti specifici, che vanno dall’adozione di corretti stili di vita fino ai controlli specialistici periodici. Proprio su questo dobbiamo fare un piccolo inciso. Dall’abolizione della visita di leva abbiamo perso la possibilità di visitare tutti i ragazzi in età tardo-adolescenziale e fare il punto sul loro stato di salute. Una valutazione non solo prettamente clinica, ma anche informativa, orientata ai corretti comportamenti e ai fattori di rischio per tali patologie. È necessario, quindi, parlare di prevenzione anche in ambito andrologico e farlo proprio con i giovani.
Nel Centro Andrologico di Arco, le più frequenti patologie che osserviamo sono legate ai disturbi dell’erezione e della fertilità. Vengono seguiti anche i pazienti che hanno subito interventi demolitivi per patologie oncologiche addomino-pelviche e necessitano di una riabilitazione per la perdita dell’erezione conseguente a questi interventi. Vengono seguiti anche pazienti che hanno disturbi dell’erezione correlati ad alterazioni ormonali o altre patologie come il diabete e le patologie cardiovascolari. Vista la vocazione anche chirurgica del Centro, seguiamo anche i pazienti che hanno problematiche di alterazioni congenite dei genitali esterni, come incurvamenti o esiti di pregressi interventi. La collaborazione con il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di Arco ci dà la possibilità di gestire anche questa tipologia di pazienti fornendo loro supporto medico e chirurgico ove richiesto.≫
Quali sono nello specifico le patologie che vengono diagnosticate e trattate presso il Centro Andrologico di Arco?
≪Nello specifico cosa facciamo? Il Centro è stato progettato e realizzato nel 2017 per gestire le patologie andrologiche da un punto di vista diagnostico e terapeutico/chirurgico. Per fare un esempio concreto, il paziente che si rivolge al nostro centro per problemi dell’erezione, viene sottoposto a visita andrologica in cui vengono richiesti eventuali esami ormonali o metabolici e viene eseguito un ecocolordoppler penieno dinamico, se necessario. Una volta identificata la possibile causa e fatto un counseling sullo stile di vita ed i fattori di rischio, si procede alla scelta, in accordo con il paziente, sulla terapia più indicata nel caso specifico. Vorrei sottolineare come sia importante in questo tipo di patologia l’accordo con il paziente sulla scelta terapeutica: si tratta di patologie funzionali che hanno come obiettivo la soddisfazione e la qualità di vita del paziente. Se non riusciamo ad “entrare in sintonia” sulle aspettative ed i bisogni dei pazienti questo genere di trattamenti perde efficacia. Nella gestione del deficit erettile i principali farmaci sono gli inibitori delle 5-fosfodiesterasi (sildenafil, tadalafil, avanafil, vardenafil). Sono farmaci che possiamo assumere al bisogno, cioè prima del rapporto oppure alcuni, come il tadalafil 5 mg, in modo continuativo tutti i giorni. Questi farmaci sono molto efficaci ma è estremamente importante che siano assunti solo dietro prescrizione di un medico. Sono efficaci ma possono avere degli effetti collaterali che devono essere considerati perché, in rari casi, possono essere anche gravi. Dobbiamo, quindi, stare molto attenti al “commercio parallelo” di questi farmaci ed alla loro assunzione senza indicazione medica. Andando avanti nel nostro percorso, se il paziente non risponde a questi farmaci abbiamo altre strategie terapeutiche come dei farmaci che vengono iniettati direttamente nel pene (alprostadil) che, anche questi, necessitano non solo di prescrizione medica ma di addestramento specifico del paziente. Nel nostro Centro viene fatto anche questo tipo di addestramento. Nel caso di fallimento di questo tipo di trattamento possiamo procedere con la discussione con il paziente su un eventuale impianto protesico.
La protesi peniena può essere di due tipi, malleabile o idraulica (generalmente tricomponente). Nel nostro Centro impiantiamo entrambe le tipologie e la decisione su quale scegliere è basata sulle caratteristiche del paziente, sulle pregresse patologie e cause che hanno portato al deficit dell’erezione ed in base al colloquio che facciamo con il paziente stesso. L’impianto serve per ripristinare l’erezione dal punto di vista “idraulico” e consente di mantenere tutte le altre funzioni legate all’orgasmo. L’intervento viene eseguito in anestesia e richiede una degenza di circa 3 giorni per poter eseguire un controllo adeguato ed una terapia antibiotica specifica al fine di evitare infezioni dell’impianto stesso. Tale procedura garantisce la ripresa della funzione erettile e rende “dignità” e qualità di vita a persone che per problemi generalmente oncologici hanno perso questa funzione.≫
Protesi peniena malleabile
Protesi peniena tricomponente
Le foto fanno vedere le differenze tra le due tipologie di protesi peniene.
Quanto è importante la prevenzione in ambito andrologico e a quale età è consigliabile iniziare controlli periodici?
≪Come abbiamo accennato prima, la prevenzione in ambito andrologico è fondamentale. Sappiamo dai dati della letteratura medica che molte patologie come l’infertilità ed il deficit dell’erezione risentono di fattori di rischio specifici che possono essere evitati.
Se pensiamo all’infertilità maschile, vediamo che negli anni i valori di normalità della fertilità maschile (parametri seminali dello spermiogramma: numero di spermatozoi, morfologia, motilità) si sono ridotti nel tempo. I giovani maschi di oggi sono decisamente meno fertili degli uomini di 30-40 anni fa. Questo è dovuto a fattori di rischio come l’obesità, la sedentarietà, le malattie a trasmissione sessuale, il fumo di sigaretta e l’inquinamento ambientale.
Parlando proprio di inquinamento ambientale sappiamo che molte sostanze che troviamo nell’acqua e nel cibo hanno la capacità di interferire come “disturbatori” dell’equilibrio ormonale del maschio e possono portare a danni alla fertilità. Inoltre, il fumo di sigaretta, specialmente nei giovani, è un fattore di rischio importante per l’infertilità.
Altro aspetto importante che dobbiamo sottolineare è quello correlato alle malattie a trasmissione sessuale come il virus dell’HPV e la Chlamydia trachomatis, per fare alcuni esempi. Queste infezioni possono determinare danni sia alle vie genitali maschili che direttamente agli spermatozoi e determinare una riduzione della fertilità. La problematica attuale è legata al fatto che c’è una scarsa informazione inerente alla salute sessuale e, spesso, consideriamo danni di poco conto un’eventuale malattia a trasmissione sessuale. È necessario sottolineare come queste patologie possono determinare un danno anche alla funzionalità riproduttiva e pertanto devono essere fatte opere di informazione e prevenzione su questo.
Passando alla questione del deficit erettile sappiamo che molti sono i fattori di rischio che possono causare un deficit nell’erezione, primo fra tutti il fumo di sigaretta e l’obesità. L’obesità si correla direttamente al deficit dell’erezione ed indirettamente attraverso un rischio di diabete che può peggiorare il quadro. Quindi, attività fisica ed attenzione all’alimentazione, come attenersi ai principi della dieta mediterranea, sono passaggi fondamentali.
Alla base della prevenzione c’è anche la visita urologica che viene consigliata generalmente a 18 anni e successivamente a 45 anni. A 18 anni è un momento per fare il bilancio di salute e dare informazioni di prevenzione, a 45 anni eseguiremo una visita di controllo finalizzata alla prevenzione anche del tumore della prostata con il dosaggio del PSA totale. Dopo i 50 anni è sempre bene eseguire una visita urologica con PSA una volta all’anno. Non ci sono programmi di screening specifici perché ancora non è stata dimostrata la loro efficacia in termini di salute pubblica ma ci sono esperienze di ricerca che stanno lavorando in questo senso. Sicuramente sensibilizzare la popolazione maschile nella prevenzione è una missione importante.≫
Disfunzione erettile e infertilità maschile sono ancora temi delicati per molti uomini: quali sono le principali cause e quali le opzioni terapeutiche disponibili oggi?
≪Come abbiamo visto nella discussione dell’importanza della prevenzione ci sono molti fattori che possono causare queste patologie andrologiche. E ci sono anche molte strategie terapeutiche che possiamo offrire ai nostri pazienti. Abbiamo visto il percorso e le strategie terapeutiche di un paziente con deficit dell’erezione. Vediamo adesso il percorso di un paziente che si presenta al nostro Centro perché da qualche tempo ha un desiderio di genitorialità senza successo. Ad oggi, grazie alla collaborazione con il Centro PMA dello stesso Ospedale di Arco, possiamo offrire un livello di diagnostica di secondo e terzo livello che va dalla valutazione dello spermiogramma con valutazioni ulteriori che valutano la componente genetica degli spermatozoi (come la frammentazione del DNA spermatico) fino alle tecniche di biopsia testicolari. Dal punto di vista dei trattamenti il nostro Centro è dotato delle principali tecniche andrologiche per la correzione di patologie andrologiche come il varicocele che può determinare un decremento della fertilità. Oltre all’uso della terapia ormonale di stimolo per la fertilità del maschio abbiamo a disposizione il microscopio chirurgico che viene utilizzato per la gestione e correzione delle patologie connesse alla fertilità oppure al prelievo degli spermatozoi per le tecniche di PMA. Anche nel caso dell’infertilità maschile, così come nel caso del deficit dell’erezione, la tecnologia e la ricerca farmaceutica hanno determinato progressi notevoli.≫
Ci sono altre patologie che il vostro Centro gestisce?
≪Un altro traguardo che abbiamo raggiunto in anni di sviluppo chirurgico e perfezionamento è stata la gestione del paziente affetto da Induratio Penis Plastica o Malattia di La Peyronie. Tale malattia è caratterizzata da una fibrosi del pene che determina incurvamento dello stesso e, molto spesso, difficoltà nei rapporti. Seppur ad oggi è sconosciuta l’origine di tali patologie, nel tempo sono stati sviluppati molti approcci sia medici che chirurgici che hanno migliorato notevolmente la qualità di vita di questi pazienti. Il nostro Centro, ad oggi, è dotato di tutti i principali trattamenti e tecniche chirurgiche per la gestione dei casi anche complessi, essendo un punto di riferimento per tali patologie anche per la Società Italiana di Andrologia, come centro di formazione. Gli sviluppi terapeutici hanno portato all’uso di infiltrazioni con acido ialuronico e trattamenti con strumenti che servono per estendere il pene ed ammorbidire la placca fibrosa. Inoltre, nei casi complessi siamo in grado di offrire ai pazienti la chirurgia ricostruttiva in cui andiamo a rimuovere la zona fibrosa e la sostituiamo con altro materiale biocompatibile inserendo o meno delle protesi peniene. Questa chirurgia, sicuramente complessa dal punto di vista tecnico e che viene eseguita solo in centri specializzati, determina un miglioramento sostanziale della qualità di vita di questi pazienti ripristinando una funzione che era stata persa. Chiaramente, vista la complessità di questa chirurgia è estremamente necessario analizzare bene il singolo caso e discutere con il paziente su quelli che possono essere i vantaggi reali di questa tecnica.≫
Quali innovazioni diagnostiche e terapeutiche stanno migliorando l’approccio alle patologie andrologiche?
≪Negli ultimi anni ci sono state tante innovazioni in ambito medico e chirurgico, grazie anche alle tecnologie ed alla farmaceutica. L’intelligenza artificiale viene utilizzata per lo studio e la realizzazione anche dei nuovi dispositivi che utilizziamo in ambito uro-andrologico. Credo, però, che la differenza venga fatta dalla collaborazione fattiva e determinante tra le varie discipline. Come urologi operiamo in ambito andrologico collaborando con i colleghi dell’U.O. di Anestesiologia (Direttore dr. Marco Cavana) al fine di offrire ai pazienti un percorso preoperatorio idoneo e studiato sul singolo caso. Inoltre, come già sottolineato, grazie alla collaborazione con il Centro PMA (Direttore dr. Arne Luehwink) vengono gestite le coppie che si rivolgono al nostro Centro per un desiderio di genitorialità non realizzato. La collaborazione con i colleghi ginecologi e con i biologici che afferiscono al Centro PMA è fondamentale per la gestione integrale di queste coppie. Altra collaborazione importante è quella con l’U.O. di Chirurgia Maxillo-Facciale (Direttore Prof. Lorenzo Trevisiol) con cui gestiamo i pazienti che vanno incontro ad interventi ricostruttivi in cui utilizziamo la mucosa buccale. La differenza, credo, che venga fatta soprattutto dalla capacità che tutti gli operatori hanno dimostrato nella collaborazione alla presa in carico complessiva di un paziente, spesso complesso, come il paziente affetto da problematiche andrologiche.≫
La salute andrologica non deve essere trascurata né rimandata: prevenzione, diagnosi precoce e trattamenti mirati rappresentano strumenti fondamentali per tutelare il benessere maschile. Il Centro Andrologico di Arco di Trento, grazie all’esperienza del Prof. Tommaso Cai e alla collaborazione multidisciplinare, offre un punto di riferimento qualificato per affrontare con competenza e serenità le principali patologie andrologiche, promuovendo una cultura della salute basata su informazione, consapevolezza e fiducia nello specialista.
Nadia Clementi – n.clementi@ladigetto.it
Centro Andrologico di Arco
Direttore: Prof. Tommaso Cai
Medici: Dr. Daniele Tiscione, Dr. Marco Puglisi, Dr. Andrea Abramo
Segreteria Urologia – 0461 903306
segreteriaurologias.chiara@asuit.tn.it
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